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15/01/2021
Chi riapre e chi no: oggi è il giorno della ripartenza tra più auto in giro e regole per anti-contagio.La Lombardia rece...
18/05/2020

Chi riapre e chi no: oggi è il giorno della ripartenza tra più auto in giro e regole per anti-contagio.
La Lombardia recepisce il Dpcm del governo ma con alcune specifiche: mascherina fuori casa ovunque resta obbligatoria e per ora non riaprono piscine e centri sportivi. Fontana: "In questi giorni contagi aumenteranno ma dobbiamo tenerli sotto controllo"
Molte più auto in giro, qualche mezzo pubblico - soprattutto sulla linea filobus 90/91 con troppi passeggeri che volevano salire nelle prime ore del mattino e più pendolari anche sui treni che arrivano alla stazione Cadorna.
Da oggi a Milano e in Lombardia, come nel resto d'Italia - ripartono quasi tutte le attività dopo il lockdown per la pandemia da coronavirus. Ma restano regole rigide per evitare il contagio. Lunghe code fuori dalla Rinascente di Milano, clienti seduti ai tavolini dei bar e primi clienti anche dai parrucchieri.
Ieri, dopo un'altra giornata di passione - la terza consecutiva - e a poche ore dalla riapertura annunciata, alla fine è stato pubblicato il Dpcm della presidenza del Consiglio che ne fissa le regole. E a stretto giro l'ordinanza regionale che fa alcune modifiche mirate sulla specificità della Lombardia, la regione più malata d'Italia.
"Le infezioni in questi giorni aumenteranno di sicuro, perché più c'è contatto fisico più aumenteranno, ma noi dobbiamo cercare di tenerle sotto controllo, evitare che si diffondano in maniera incontrollata, evitare che nascano nuovi focolai. Questo è quello che dovremo fare con grande attenzione".
A dirlo è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con Mattino 5. "E' un momento delicato perché il lavoro più importante sarà quello del monitoraggio, del tenere sotto controllo tutto il territorio, del tenere sotto controllo il più possibile tutte le persone che in qualche modo sono toccate da questo virus. Noi dobbiamo impedire che ricominci a correre", ha concluso il governatore.
Ecco le regole in vigore da oggi, partendo da un presupposto: la mascherina fuori casa rimane obbligatoria per tutti, cosa che nel resto del Paese non vale.
Fase 2, riaprono negozi, bar e ristoranti in Lombardia
La riapertura di tutte le principali attività commerciali è consentita: ristoranti, bar, pub, pizzerie, negozi di abbigliamento, parrucchieri, estetiste. L'ingresso nei negozi sarà sempre contingentato a seconda delle dimensioni dei locali, come per l'esterno sarà obbligatorio l'uso della mascherina. Se si vuole provare qualche capo di abbigliamento sarà possibile indossando mascherina e guanti puliti. Il comitato tecnico scientifico del governo non ha ritenuto fosse necessario sanificare poi gli abiti.
Riaprono anche centri commerciali, ipermercati, outlet comprese le strutture di ristorazione all'interno. Anche in questo caso gli ingressi saranno contingentati in ragione delle misure dei centri, ci saranno percorsi differenziati in entrata e in uscita.
Capitolo ristoranti: in Lombardia verrà misurata la febbre all'ingresso, se superiore a 37,5 gradi allora niente pranzo o cena. Non c'è un limite previsto alle tavolate, dipenderà dalle dimensioni e dall'organizzazione del ristorante. Considerato l'obbligo della distanza minima di un metro tra commensali e tra le sedute dei tavoli sarà molto difficile che i ristoranti abbiano tavoli in cui potere ospitare più di 4-6 persone. Solo se si va con persone con cui si coabita si può dichiararlo ed evitare di rispettare la distanza di sicurezza.
Per i parrucchieri, invece, è necessario prendere un appuntamento.
Fase 2 a Milano e in Lombardia, le regole su treni e mezzi pubblici
Ad almeno un metro di distanza e con obbligo di guanti e mascherine. Con ingressi contingentati in metrò (in 36 stazioni si sta già sperimentando il conteggio automatico ai tornelli), con l'invito all'autodisciplina sui mezzi di superficie e la certezza che in caso contrario l'autista fermerà il bus e tram in caso di affollamento. E non ripartirà fino a quando qualche viaggiatore sarà sceso.
Posti ridotti con divieto di sedersi anche su tutti i treni dei pendolari, e Trenord che anche qui sperimenta un conteggio anti-assembramento in questo caso virtuale, usando i dati (anonimi) dei cellulari.
Sorvegliate speciali sono le fasce di punta, con Atm che chiede di evitare gli orari da bollino rosso dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 17 alle 19. Mentre a chi non avesse guanti e mascherine vengono in soccorso i kit in vendita in 200 distributori automatici di bevande nelle principali stazioni della metropolitana.
a novità di oggi, poi, è che la possibilità di comprare biglietti ordinari o giornalieri con la app dell'azienda si estende a tutte le zone in cui è diviso il bacino tariffario della provincia, passando dalle attuali Mi1-Mi3 alle globali Mi1-Mi9. Con una capacità di carico ridotta al 25 per cento per le regole anti- assembramento, l'incognita è capire se continuerà la fuga dai mezzi pubblici evidenziata dalla prima settimana di Fase 2.
Con il ritorno al lavoro le persone hanno optato soprattutto sull'auto o sulla bicicletta, che in questi giorni sta vivendo un imprevisto boom. Il primo sorvegliato speciale, dunque, oggi sarà il traffico. Nelle prime ore del mattino è stimata al 20%, con un massimo del 36% a bordo di un solo treno, la percentuale di riempimento sui treni in Lombardia. Una percentuale inferiore al 25% che caratterizzò il 4 maggio, primo step della Fase 2, secondo la società Trenord, la quale ha introdotto una app che riporta in tempo reale quanto il treno è affollato.
Fase 2, tornano le funzioni religiose con i fedeli
Chiese, sinagoghe, centri islamici e così via: da oggi le funzioni religiose tornano a una sorta di normalità. Ad esempio in Duomo la prima messa dopo il lockdown è alle 8 del mattino, ma con capienza limitata di 60 persone. Anche nei luoghi di culto infatti sarà necessario mantenere il distanziamento sociale. Le acquasantiere in chiesa saranno vuote e l'obbligo di mascherina rimane tale anche durante le funzioni.
L'Ucoii, che raggruppa gruppi e associazioni islamiche, ha però fatto slittare le proprie riaperture alla preghiera e ad altri incontri al 25 maggio.
Lo sport in Lombardia nella Fase 2
La Lombardia sposta un po' più in là la riapertura di piscine, palestre e centri sportivi. Il Dpcm del governo pone come data il 25 maggio, il Pirellone nella sua ordinanza menziona il 31 maggio. Intanto comunque le strutture dovranno prepararsi all'accoglienza: massima areazione dei locali, gel disinfettanti, macchine e attrezzi dovranno essere puliti dopo ogni utilizzo.
Per le attività all'aperto non cambia nulla, visto che erano già state consentite. Eventi e competizioni sportive restano sospese, consentiti ci sono solo gli allenamenti.
Fase 2, la cultura: cosa fanno musei, cinema e teatri
Cinema e teatri rimangono chiusi fino a metà giugno, ma i musei invece da oggi possono - in teoria - riprendere la propria attività. Ma a Milano molti rimarranno comunque chiusi. Come Brera e i civici - dal Mudec al museo del Novecento, solo per citarne alcuni - e le biblioteche.
L'intenzione del Comune è utilizzare questa settimana per organizzarsi al meglio, facendo test a porte chiuse su ingressi, protocolli da rispettare, sanificazione e contingentamento grazie a servizi di prenotazione.
Fino a due giorni fa la Regione era orientata a rimandare l'apertura dei musei anche ufficialmente nella sua ordinanza, poi si è preferito allinearsi all'idea del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Spostamenti tra regioni, sì dal 3 giugno nella bozza del nuovo decreto CoronavirusLo prevede il provvedimento che verrà ...
15/05/2020

Spostamenti tra regioni, sì dal 3 giugno nella bozza del nuovo decreto Coronavirus
Lo prevede il provvedimento che verrà portato al consiglio dei ministri oggi alle 12
Dal 3 giugno saranno consentiti gli spostamenti tra le Regioni. Lo prevede la bozza del decreto che sarà portato alle 12 in Consiglio dei ministri. Secondo il testo che dovrà essere approvato «A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti sul territorio nazionale possono essere limitati solo con provvedimenti in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree». Vuol dire che senza limitazioni o zone rosse istituite dai governatori in accordo con il governo oppure per specifici problemi legati all’indice di contagio, si potrà andare in tutta Italia. Non sarà dunque più necessaria l’autocertificazione.

Trasporti e seconde case
Da lunedì 18 maggio - secondo prevede il decreto - sono liberi «gli spostamenti all’interno del territorio regionale non sono soggetti ad alcuna limitazione». Dunque si può effettuare il trasferimento nelle seconde case purché siano all’interno della Regione di residenza. Sono invece vietati «i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Rimane «divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria»
I poteri dei sindaci
Al sindaco è affidato il potere di «disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro». Per quanto riguarda «le attività economiche e produttive», sono consentite «a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di esercizio o in ambiti analoghi, adottati a livello nazionale. Le singole regioni possono adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità».

Il governo pensa di limitare l’autocertificazione solo per andare fuori regione, dal 18 maggioDal 18 maggio 2020 non ser...
13/05/2020

Il governo pensa di limitare l’autocertificazione solo per andare fuori regione, dal 18 maggio
Dal 18 maggio 2020 non servirà il modulo per gli spostamenti ma rimane il divieto di assembramento. Amici, feste, seconde case: ecco le nuove regole.
Da lunedì 18 maggio 2020 l’autocertificazione sarà necessaria soltanto per uscire fuori dalla propria regione di residenza. Nella propria regione gli spostamenti saranno liberi e non sarà più obbligatorio giustificarli (indicando una delle 4 ragioni per le quali gli spostamenti sono attualmente consentiti: motivi di lavoro, salute, urgenza o visite a congiunti). È questo l’orientamento del governo in vista del nuovo decreto che sarà emanato entro domenica. In attesa dei risultati del monitoraggio sull’andamento del contagio da coronavirus, si mettono a punto le misure per la riapertura delle attività commerciali.
Autocertificazione
All’interno della propria Regione ci si potrà spostare dunque non servirà il modulo di autocertificazione.
Per varcare il confine bisognerà invece giustificare il trasferimento che rimane consentito per quattro motivi: «Motivi di lavoro, motivi di urgenza, motivi di salute» e «visita ai congiunti».
Divieto di assembramento
Rimane il divieto di assembramento e dunque per strada, ma anche nelle case bisognerà mantenere le distanze. Saranno fissate metrature standard per i locali pubblici, mentre nelle abitazioni private dovrebbe rimanere il divieto di organizzare feste o comunque eventi dove non sia possibile garantire il distanziamento.
Incontri con amici
Oltre ai congiunti si potranno vedere anche gli amici. Non dovrebbero esserci limitazione sul numero di persone che si potrà incontrare , ma si dovrà tenere comunque la distanza e quando non è possibile indossare la mascherina. Una raccomandazione che varrà in maniera particolare per i ragazzi.
Mascherina
La mascherina sarà obbligatoria per i luoghi chiusi e per i negozi, in alcuni casi — ad esempio l’acquisto di generi alimentari — anche i guanti. Rimarrà raccomandata in tutti i luoghi aperti e affollati, ad esempio le strade con molti negozi.
Riapertura dei centri commerciali
La riapertura dei negozi comporterà anche la ripresa dei centri commerciali. Si stanno studiando le regole per garantire la sicurezza. Ci saranno ingressi scaglionati e non è escluso che si prevedano anche orari differenziati di apertura e chiusura.
Bar e ristoranti
Rimane fissata la riapertura di bar e ristoranti che stanno stilando il protocollo con il governo dopo le raccomandazione dell’Inail e del comitato tecnico scientifico.
Si potrà andare nelle seconde case (in Regione)
Sarà consentito andare nelle seconde case, purché si trovino nella regione di residenza, anche per soggiornare. Rimane invece in vigore il divieto di andare nelle seconde case che si trovano in altre regioni se non per motivi di urgenza legati alla manutenzione.
Le palestre
Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora pensa di far riaprire le palestre il 25 maggio 2020.

Coronavirus, spostamenti fra regioni e nelle seconde case: 21 punti che decidono la nostra estatePrimo bilancio il 15 ma...
12/05/2020

Coronavirus, spostamenti fra regioni e nelle seconde case: 21 punti che decidono la nostra estate
Primo bilancio il 15 maggio: se il monitoraggio va bene a partire dal 1 giugno sarà possibile trasferirsi nelle seconde case e andare in un luogo diverso dalla residenza senza esigenze comprovate. Ma ogni Regione dovrà rispettare i parametri indicati.
Il primo bilancio sarà tracciato il 15 maggio. Se i dati del monitoraggio disposto dal ministro della Salute Roberto Speranza saranno positivi, a partire dal 1 giugno 2020 potrebbe essere consentito passare da una regione all’altra. La decisione finale spetterà ai governatori che potranno comunque imporre obblighi per l’accesso, primi tra tutti i test sierologici effettuati nella settimana precedente.

Con il via libera sarà consentito trasferirsi nelle seconde case, dunque andare in un luogo diverso dalla residenza pur non avendo esigenze di «lavoro, salute, urgenza» come invece è previsto adesso. Ma per ottenerlo ogni Regione dovrà rispettare i parametri indicati proprio nel decreto sulla “fase 2” firmato dal ministro Speranza il 3 maggio e che è stato subito diffuso proprio per la raccolta dei dati.
Nel provvedimento sono indicati i valori di allerta che devono portare ad una valutazione del rischio congiuntamente nazionale e delle Regioni interessate, per decidere se le condizioni siano tali da richiedere una revisione delle misure adottate o da adottare ed eventualmente anche della fase di gestione dell’epidemia.

Sono 21 indicatori che devono soddisfare tre requisiti:
1. capacità di monitoraggio
2. capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti
3. risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari

Capacità di monitoraggio
1. Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla Terapia intensiva TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3.Numero di casi notificati per mesecon storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in TI/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

Capacità di accertamento diagnostico e gestione dei contatti
1. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
2. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
3. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
4. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
5. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
6. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

Stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari
1. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
2. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
3. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
4. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
5. Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
6. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
7. Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
8. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
9. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.

Riapertura di ristoranti e bar, il documento di Inail e Iss: 4 metri quadrati a clienteIl documento tecnico su «ipotesi ...
11/05/2020

Riapertura di ristoranti e bar, il documento di Inail e Iss: 4 metri quadrati a cliente
Il documento tecnico su «ipotesi di rimodulazione» per bar e ristoranti, scritto dai tecnici dell’Inail e dagli scienziati dell’Istituto superiore di sanità, prevede regole per il distanziamento, l’uso di mascherine (per le code e per andare in bagno) e tavoli.
Quattro metri quadrati per ogni cliente e 2 metri tra un tavolo e l’altro. È la regola aurea, sono i numeri attorno ai quali ruota la ripartenza di bar e ristoranti nella «fase 2». Lo hanno stabilito i tecnici dell’Inail e gli scienziati dell’Istituto superiore di sanità che hanno varato le linee guida per la riapertura dei pubblici esercizi.

Per capire quante persone alla volta potranno entrare in un locale bisognerà dividere per 4 i metri quadrati della superficie complessiva aperta al pubblico, «fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie».È quanto si legge alla pagina 7 del «Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore della ristorazione», che farà da bussola alle Regioni per le riaperture nel settore attese per il 18 maggio su tutto il territorio nazionale. Sempre però se la curva dei contagi lo consentirà.
Che fare, allora? Prevedere «il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali», norma molto importante anche per i servizi igienici. Privilegiare l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi. E rivedere la divisione degli spazi. È il punto più controverso, che ha suscitato la rivolta dei ristoratori e forti polemiche politiche da parte dei governatori. Le indicazione dei tecnici prevedono la revisione dei locali «con una rimodulazione dei tavoli e dei posti a sedere, garantendo il distanziamento dei tavoli non inferiore a 2 metri». Non più 4, come si era ipotizzato.

Lo spazio di sicurezza tra un cliente e l’altro non è stata fissato, ma il Comitato tecnico scientifico parla di «una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets». Quanto alle sedie, dovranno essere disposte «in maniera da garantire un distanziamento tra i clienti adeguato», anche perché - altra novità - non è possibile per i gestori controllare se i clienti siano parenti o conviventi.

Il servizio a buffet non sarà possibile, i menu cartacei spariranno e i piatti del giorno saranno scritti su lavagne o su fogli monouso.

E le mascherine? I clienti dovranno indossarle in fila, alla cassa o quando si muoveranno per andare al bagno. Al momento del conto sarà opportuno «privilegiare i pagamenti elettronici con contactless» e le casse, ove possibile, saranno potette da una barriera in plexiglass.

05/05/2020

Il nuovo Dpcm del 126 aprile chiarisce le regole per taxi e NCC, mentre lascia dei dubbi sull’uso delle mascherine nel trasporto privato.

Via alla Fase 2, ore 7: riapre a città. Treni, code in Centrale per la «fuga» verso il Sud. Metrò e bus, tutto regolareI...
04/05/2020

Via alla Fase 2, ore 7: riapre a città. Treni, code in Centrale per la «fuga» verso il Sud. Metrò e bus, tutto regolare
Il lunedì di Fase 2 è cominciato in assoluta tranquillità a Milano, soprattutto nella fascia oraria più a rischio, quella di inizio mattina. Qualche auto in più sulle strade di Milano rispetto ai giorni scorsi nel primo giorno di allentamento delle misure del lockdown. Stazioni del metrò quasi deserte.
Il lunedì di Fase 2 è cominciato in assoluta tranquillità a Milano. Qualche problema, soprattutto per i treni dei pendolari, ma subito risolto. E code in Centrale per la «fuga» al Sud. Regolare e sotto controllo il flusso in metrò e sugli autobus. Nessun affollamento, quindi. E traffico un po’ più intenso - ma senza particolari difficoltà - sulle autostrade e sui principali nodi stradali di Milano. Tutti gli addetti ai lavori segnalano situazioni di assoluta regolarità, almeno nella fascia più critica, quella dell’inizio di mattinata. «Il trasporto pubblico della nostra città. Grazie all’impegno di tutti e dei cittadini, questa mattina tutto ok», ha spiegato l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli, nel fare un bilancio delle prime ore di ripartenza e della situazione del trasporto pubblico sulla sua pagina Facebook. «Grazie ai milanesi tutti e all’impegno di tutti quelli che hanno lavorato per la ripartenza».
Treni
Come detto gli unici momenti di difficoltà si sono registrati sul traffico su rotaia, quello più coinvolto dal flusso dei pendolari. L’arrivo del primo treno di Trenord, che porta i lavoratori regionali, alla stazione di Porta Genova a Milano, ha creato qualche momento di confusione, nella prima mattinata. «Si è creato un effetto gregge» spiega di corsa un pendolare proveniente dal Pavese raccontando che i passeggeri scesi dal treno sono stati incanalati tutti nel sottopassaggio che porta alla metropolitana, e solo dopo qualche protesta gli addetti hanno aperto anche gli altri varchi. Si è poi creata una coda di una ventina di persone davanti all’edicola per acquistare i biglietti. Una fila di un centinaio di persone si è registrata poi alla Stazione Centrale di Milano per passare i controlli prima di accedere al treno delle 7.10, il primo dei tre Frecciarossa che oggi collegano la città con Roma e terminano a Napoli. Si è trattato di una fila ordinata e distanziata che si è creata per l’attenzione degli addetti alla verifica delle motivazioni dei passeggeri e per il controllo della temperatura. Il treno è quindi partito con soli 4 minuti di ritardo e senza che si registrasse alcun problema. Distanziamento sociale più che rispettato invece nella stazione di Milano Cadorna delle Ferrovie Nord, una delle più frequentate dai pendolari con i suoi 10 binari collegati con Novara, Varese, Malpensa e Como.
Uno scalo che, poco dopo le 8 di mattina ha visto più cronisti, appostati all’uscita, che pendolari in arrivo a Milano. Molto pochi i viaggiatori in uscita dai treni, che seguono un percorso differenziato rispetto a quelli in entrata, in realtà quasi nessuno a quell’ora. Percorso differenziato anche per raggiungere le linee 1 e 2 del metrò, che normalmente, insieme alle Ferrovie Nord e al Malpensa Express, sospeso da Cadorna e attivo solo dalla Stazione Centrale, fanno di quest’area l’epicentro del pendolarismo a Milano. Situazione quasi spettrale a Milano Bovisa, letteralmente deserta, punto d’incontro tra le Ferrovie Nord e il Passante Ferroviario, vicina alle sedi distaccate del Politecnico e dell’Università Statale.
Metrò
Il flusso di passeggeri in metropolitana si è intensificato verso le 7.30, tutti con la mascherina ma non tutti con i guanti i passeggeri. Tutto però è rimasto soto controllo. «Nessun assembramento e situazione tranquilla sia sui mezzi di superficie sia nella metro»: ha sintetizzato l’azienda di trasporto milanese in merito alla prima mattinata di Fase 2, un vero test per il servizio urbano. L’afflusso dei passeggeri, spiegano all’ Atm è stato ordinato sia nelle stazioni sia sui treni della metro dove, dalle 7 alle 9 hanno transitato treni ogni due minuti. Ben 300 le persone incaricate da Atm sull’intera rete per gestire e indirizzare i passeggeri. Alle fermate di Bisceglie, Comasina, Affori, Gessate e Sesto San Giovanni, che sono capolinea, vi sono state brevissime chiusure di tornelli ma solo per consentire ad alcuni treni di entrare in linea vuoti così da gestire meglio l’afflusso durante la corsa. La situazione alla stazione della metropolitana di Porta Genova «è tranquilla», hanno ripetuto i cinque addetti di Atm e Protezione Civile, pronti a chiudere i tornelli e fare entrare a scaglioni i passeggeri per evitare assembramenti sulle due banchine se il flusso dovesse aumentare. Per ora quindi sui mezzi di superficie il temuto assalto sembra evitato. Segnalato comunque per ora solo un caso di trasgressione: un uomo ha provato a salire senza mascherina a Molino Dorino, ma è stato bloccato della security Atm.
Autobus
Così anche per i mezzi di superficie. In piazzale Lotto, i bus hanno sfilato uno dietro l’altro, ma al massimo hanno fatto scendere non più di una quindicina di persone. «È difficile non arrivare al capolinea in anticipo - ha spiegato un autista - facciamo pochissime fermate». Anche il personale della security di Atm ha raccontato una Milano a passo ridotto. «Non abbiamo avuto finora problemi. Forse le aziende hanno scelto ingressi scaglionati o la gente ha avuto paura del mezzo pubblico e ha preferito l’auto». È prevista una sosta per la sanificazione in piazzale Lodi, uno degli snodi dei mezzi milanesi, per la circolare 90, uno degli autobus più frequentati di Milano, che alle 8 di mattina, nella prima giornata post lockdown, ha visto pochi passeggeri. Il terminal di Lampugnano, il principale scalo e capolinea per tutti gli autobus in partenza o arrivo a Milano, su tratte nazionali e internazionali, è semi deserto. Pochissimi i viaggiatori con le valigie sotto le pensiline, per i pochi bus attivi perlopiù a livello locale. «Alcune corse ci sono - ha spiegato un addetto - ma con gli spostamenti regionali azzerati è chiaro che le autolinee ancora lavorano pochissimo».
Autostrade
È aumentato rispetto ai giorni scorsi il traffico sulla A1 nel tratto che collega la Lombardia e l’Emilia, cioè nella zona più colpita dal Coronavirus. A essere cresciuta (anche se non in modo considerevole) nel primo giorno della Fase 2 è soprattutto la presenza di automobili, che nella fase 1 erano praticamente scomparse sull’autostrada dove i tir erano però padroni assoluti della strada. Il passaggio di mezzi si è intensificato in particolare in direzione Sud. Con il passare delle ore hanno quindi cambiato volto, rispetto a come si era abituati a vederle nelle ultime settimane, le strade di Milano, dove sono tornate le auto, anche se in misura minore a quanto si temeva per l’inizio della Fase 2. Intorno alle 9 si sono viste di nuovo auto in coda a qualche semaforo e si sono risentiti i clacson allon scattare del semaforo. «Volumi ancora leggeri - hanno spiegato dalla centrale operativa della Polizia Locale - ma i viali di scorrimento tra la Fiera e il Monumentale, con l’arrivo del traffico da nord in piazzale Kennedy, svincolo in entrata dalle autostrade A4 e A8/A9, sono molto animati. C’è traffico in tutto il capoluogo lombardo ma al momento è scorrevole, nessuna criticità».
Piazza Duomo
La fermata della metropolitana è pressoché deserta, perché quasi tutti gli uffici e i negozi del centro di Milano erano ancora chiusi, ma piazza Duomo a inizio di giornata non si presentava più come un grande spazio vuoto e la differenza rispetto ai giorni scorsi era evidente. Non c’erano più solo le forze dell’ordine presenti in forze a presidiare il luogo simbolo del capoluogo lombardo, ma anche cittadini che passeggiavano o andavano al lavoro in un primo, piccolo ritorno alla vita normale. Qualcuno impegnato nel jogging, qualcun altro per un selfie, in bicicletta o a piedi i milanesi sono tornati a vivere la loro piazza dopo due mesi di assenza. Senza assembramenti, tutti a distanza con la mascherina e senza ovviamente le file di turisti in attesa di entrare nel Duomo, ma senza che i piccioni siano gli unici frequentatori della piazza.

Si riparte
Il lunedì di Fase 2 è cominciato quindi apparentemente un po’ in sordina, a Milano, dove il traffico (di mezzi e pendolari) dalle 7 era in deciso aumento ma non raggiunge ancora i volumi di routine di una qualunque giornata pre-pandemia. Le pattuglie della Polizia Locale e delle altre forze dell’ordine sono dislocate e circolano facendo particolare attenzione a fermate, nodi viabilistici e incroci. Al momento 118 e gli schermi delle centrali operative non segnalano particolari criticità. «Tra poco arriveranno - spiega un addetto - attendiamo il picco tra le 7.30 e le 8.30».

Ore 6
Fin dalle prime ore della mattina la situazione era regolare. C’era sicuramente qualche auto in più in giro rispetto alla stessa ora dei giorni scorsi verso le 6 del mattino a Milano. Molti mezzi pubblici di superficie, tram e autobus, viaggiano ancora semi vuoti, solo alcuni della linea più frequentata, la 90 che viaggia sulla circonvallazione, ospita qualche passeggero in più, massimo una dozzina, tutti distanziati e con dpi e sono in pochissimi ad attendere alle fermate.

Indirizzo

Via Lodi, 5/Cascina San Pedrino
Vignate
20060

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:30

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