31/08/2026
“Mi fai volare.”
È una frase che normalmente si dice a una donna o, nei casi più gravi, a un uomo dopo il terzo gin tonic. Qui ovviamente Daniele non ha le ali, ma ha una Yamaha XSR900, e dopo averla provata è difficile dargli completamente torto.
Perché questa moto è una specie di truffa giapponese perfettamente legale: Yamaha ha preso il tre cilindri CP3 da 847 cc e circa 115 cavalli, quello con la delicatezza caratteriale di un Malinois chiuso in una cabina telefonica, e lo ha nascosto sotto un faro tondo, un serbatoio blu e abbastanza alluminio spazzolato da far credere a qualcuno che si tratti di una tranquilla operazione nostalgia.
Non lo è nemmeno per sbaglio.
Giri il gas e la XSR900 smette immediatamente di interessarsi agli anni Settanta, al design rétro e a tutte quelle altre cose eleganti che avevi appena raccontato agli amici per giustificare l’acquisto. Il tre cilindri tira, urla, prende giri e ha quella particolare allegria meccanica che trasforma una strada che conosci da vent’anni in un posto improvvisamente pieno di idee discutibili.
Poi guardi Daniele: prima prova a volare, poi la abbraccia.
Che è più o meno l’ordine corretto delle reazioni quando capisci cosa hai comprato
Le ali? Quelle le lasciamo a Redbull