13/02/2026
Ci voleva un grande giornalista inglese, per far capire ai vertici Stellantis, l'importanza del marchio Lancia!
“𝐂𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐋𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚? 𝐒𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐬𝐞𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐨𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.” Quando 𝐉𝐞𝐫𝐞𝐦𝐲 𝐂𝐥𝐚𝐫𝐤𝐬𝐨𝐧 usa un’immagine così potente, non lo fa per caso. La sua dichiarazione sulla possibile scomparsa di Lancia è un pugno nello stomaco per ogni appassionato. Non si tratta solo di numeri, strategie o bilanci: qui si parla di identità, memoria e cultura automobilistica.
Clarkson ha voluto ricordare che Lancia non è semplicemente un marchio in difficoltà, ma una delle firme più innovative della storia dell’auto. Un brand che ha introdotto soluzioni tecniche rivoluzionarie e che ha scritto pagine leggendarie nei rally con icone come la 𝐋𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐃𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐥𝐞, la 𝐋𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝟎𝟑𝟕 e la straordinaria 𝐋𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨𝐬. Modelli che non sono solo automobili, ma simboli di un’epoca irripetibile.
Oggi il marchio vive una fase delicata sotto l’orbita di 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬, con la Lancia Ypsilon a rappresentare l’unica presenza concreta sul mercato e la nuova Gamma sospesa tra promessa di rilancio e timori di dismissione. È qui che si gioca la partita più importante: innovazione contro memoria, efficienza contro patrimonio storico.
La provocazione di Clarkson va oltre la semplice difesa di un brand. È un richiamo a non sacrificare la storia sull’altare della razionalizzazione industriale. Perché chiudere Lancia non significherebbe soltanto eliminare un marchio, ma cancellare oltre un secolo di eccellenza italiana.
𝐄 𝐯𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐞? 𝐋𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐨 𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞?
www.instagram.com/savelancia