CLASSIC CARS SPONGANO LECCE

CLASSIC CARS SPONGANO LECCE CLASSIC CARS, NELLA MAGNIFICA TERRA DEL SALENTO OFFRE AUTO A NOLEGGIO PER LE VOSTRE VACANZE , PER SE

ININFARINA X DA 500.000 EURO  : Un concessionario del Missouri (Stati Uniti) ha in esposizione laPininfarina X, vettura ...
23/02/2015

ININFARINA X DA 500.000 EURO : Un concessionario del Missouri (Stati Uniti) ha in esposizione laPininfarina X, vettura esposta nel 1960 e testimone degli studi compiuti in materia di ricerca tecnica ed aerodinamica. Fu ideata da Battista Farina, chiamato a fornire una sua interpretazione nell’ambito di un progetto organizzato dal professor Alberto Morelli, docente presso il Politecnico di Torino ed autore di quella Morelli M-100 che viene tutt’oggi ricordata come uno fra i primi esempi di automobile volante.La X deve il suo nome alla particolare disposizione delle quattro ruote: quella anteriore è comandata dal volante, quella posteriore dà trazione e le due ruote laterali assicurano stabilità. Il prototipo utilizza un motore quattro cilindri, da 1.1 litri (43 CV), montato in posizione laterale posteriore. In tal modo fu possibile ricavare un vano bagagli piuttosto generoso ed un abitacolo ampio a sufficienza per quattro occupanti.L’alloggiamento del 4L consente di massimizzare l’efficienza aerodinamica: la Pininfarina X vanta un Cx di appena 0,26, ragion per cui la sua velocità massima era del 20% superiore nel paragone con un modello coevo. Battista Pininfarina non riuscì a mettere l’auto in produzione. La PFX è rimasta nel museo aziendale fino al 2007, quando venne acquistata dal collezionista John Rosatti. E’ finita all’asta poche settimane fa, ma oggi la troviamo esposta nel concessionario Hyman. Il prezzo è nell’ordine dei 520.00 euro.

LANCIA FLAMINIA : Passano i Presidenti, resta la Flaminia. La Lancia Flaminia, quella che ha accompagnato l'exPresidente...
19/02/2015

LANCIA FLAMINIA : Passano i Presidenti, resta la Flaminia. La Lancia Flaminia, quella che ha accompagnato l'exPresidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano fuori dal palazzo del Quirinale dopo le sue dimissioni del 14 gennaio 2015 e che accompagnerà il suo erede nel viaggio opposto, ovvero dentro al palazzo. La Flaminia è uno dei migliori manifesti di un'azienda che ormai esiste solo grazie alla piccola Ypsilon, ma che in passato ha conosciuto fasti quasi inconcepibili, oggi, ai più giovani e ai meno appassionati di storia dell'automobile. Già, perché c'era un tempo in cui le vetture torinesi non erano seconde a nessuno, in quanto a classe, prestigio e qualità. Gli anni in cui al timone dell'azienda c'era la famiglia Lancia, ma anche dopo, quando la proprietà passa nelle mani della famiglia Pesenti e il DNA Lancia continua a essere rispettato al 100%. Diverso il discorso dal 1969 in poi, quando Fiat diventa l'azionista principale e le logiche di un grande gruppo industriale come questo – che negli anni conosce peraltro diverse crisi – hanno la meglio sulla tradizione, sull'identità di marchio e concetti (erroneamente) considerati inutili orpelli.La grande, imponente e lussuosa cabriolet che ha accompagnato il senatore a vita Giorgio Napolitano e sua moglie Clio nell'ultimo viaggio presidenziale è frutto del lavoro di Pininfarina. Già, perché si tratta di una specialissima Flaminia 335 realizzata nelle officine del carrozziere torinese in pochissimi esemplari: a quanto risulta, due sono proprio nei garage del Quirinale, una è esposta al Museo dell'Automobile di Torino, mentre la quarta fa bella mostra di sé al Museo Storico della Motorizzazione militare. Ma non è tutto, perché anche la Flaminia originale, il modello destinato al mercato, è frutto della matita di Pininfarina.Anno 1955: un anno dopo l'apparizione dell'Aurelia B24, negli uffici di Pininfarina si cominciano a mettere giù i tratti fondamentali della Flaminia, che vedrà la luce nel 1957. Prima di lei, vengono sviluppati i prototipi Florida, dai quali trae successivamente origine il progetto definitivo. L'auto non è "solo" l'erede dell'apprezzatissima Aurelia, ma è una vettura la cui incidenza sugli orientamenti stilistici, nell'intero universo dell'automobile, è probabilmente - secondo Sergio Pininfarina stesso - la migliore conseguita da una creazione della Pininfarina. Il motivo? Destinata a sostituire veicoli pensati in "tutto tondo", la Flaminia ne capovolge l'approccio plastico. Il suo impattosulle tendenze internazionali della progettazione di carrozzeria dura fino all'inizio degli anni Ottanta, con la nuova attenzione scientifica per l'aerodinamica e la conseguente comparsa di vetture nuovamente percepibili come un solido modellato.Nel 1958, un anno solo dopo il debutto della 4 porte, la Lancia è già pronta a lanciare la versione scoperta della Flaminia, visto che l'Aurelia B24 è giunta al termine della propria carriera. Si decide di chiamarla Flaminia Convertibile e la presentazione avviene nel mese di marzo. Sottopelle, ovviamente, le caratteristiche meccaniche ricalcano quelle della variante chiusa. A spingerla provvede dunque un motore V6 di 2,5 litri da circa 120 CV. Cresce ovviamente il peso, per via degli irrobustimenti apportati alla scocca, mentre il peggioramento dell'aerodinamica (conseguenza inevitabile dell'adozione del tetto in tela) porta a una riduzione, comunque trascurabilissima, della velocità massima. I più attenti lo avranno già capito: la versione Presidenziale approntata appositamente da Pininfarina deriva proprio dalla Convertibile, a differenza della quale è ben più lunga per l'aggiunta delle portiere posteriori, dalle quali far accedere Presidente e consorte e lasciare loro tutto lo spazio di cui hanno bisogno durante le parate e le cerimonie ufficiali. Che altro aggiungere? L'appuntamento con la Flaminia 335 Presidenziale si spera che sarà il più imminente possibile: vorrebbe dire che il Parlamento sarebbe riuscito a non dividersi in maniera feroce sull'elezione dell'erede di Napolitano, per ilbene di tutti. (cit. adriano tosi)

ALL ASTA DELTA DEL 91 CON 50.000KM:La casa d’aste Silverstone Auctions metterà all’incanto una straordinaria Lancia Delt...
18/02/2015

ALL ASTA DELTA DEL 91 CON 50.000KM:La casa d’aste Silverstone Auctions metterà all’incanto una straordinaria Lancia Delta HF Turbo Martini 5, vettura mantenuta in condizioni letteralmente pari al nuovo ed in vendita per una cifra (stimata) compresa fra i 120.000 euro ed i 150.000 euro. Sulla valutazione influiscono due fattori. Uno è il prestigio del modello, realizzato in 400 esemplari e costruito per omaggiare il quinto mondiale rally consecutivo vinto da Lancia (1991).Il secondo motivo è legato alle condizioni del veicolo: l’auto ha percorso solamente 50 chilometri (!), quindi è legittimo immaginare che il proprietario abbia considerato la vettura una fonte di guadagno e non di soddisfazione personale. L’esemplare è il numero 124. Mantiene l’impostazione tecnica delle Delta Evo, quindi adotta il motore 2.0 sedici valvole da 210 CV. Si distingue per l’allestimento specifico: l’opzione Martini 5 include gli adesivi Martin Racing sulle fiancate, le prese d’aria e lo spoiler posteriore di colore nero, il coperchio delle punterie di colore rosso, i cerchi in lega da 15 pollici (su pneumatici Michelin 205/50) ed i sedili Recaro con cuciture rosse, oltre all’impianto audio Clarion, all’antifurto con telecomando, al climatizzatore manuale, all’ABS ed ai vetri elettrici.Nell’abitacolo è presente una specifica targhetta, sulla quale è riportato il numero dell’esemplare scelto. Costava 56 milioni di lire. Il venditore mette a disposizione la fattura d’acquisto, il libretto di servizio, il manuale ed il kit attrezzi. Nel 1992 sarebbe poi arrivata la Martini 6 (310 esemplari), prima dell’ancor più esclusiva Dealer's Collection (173 esemplari).

17/02/2015

L’edizione 2015 di Verona Legend Cars vuole farsi ricordare. Il programma, presentato con largo anticipo, è ricco. L’evento, progettato dalla società che da trent’anni organizza Auto e Moto d'Epoca a Padova (la Intermeeting) e VeronaFiere, si svolgerà dall’8 al 10 maggio ed aprirà con una prima assoluta: 100 equipaggi e 100 tra le più belle auto d’epoca della Mille Miglia parteciperanno ad una gara di regolarità tra i padiglioni. Un’anteprima ufficiale mai tenutasi prima in un contesto fieristico. Alla Fiera di Verona hanno già confermato la loro presenza molti commercianti italiani ed europei e, con loro, i più importanti club del vecchio continente con raduni ed anniversari d'eccezione, a partire dai sessant’anni della Giulietta Spider e dagli ottanta di Jaguar.

02/01/2015

LANCIA DELTA UN MITO LASCIATO CADERE: Parlare e scrivere della Lancia Delta è "pericoloso". Si risvegliano passioni ed entusiasmi di tempi che furono e che, molto probabilmente, non torneranno mai; anzi, è sicuro che non li vivremo mai più, visto la pietra tombale messa sul marchio torinese e sull'attuale Delta da Sergio Marchionne in persona. Ok, la vicenda è spiacevole e se ne è già scritto e letto fin troppo. Questo spazio è dedicato alla Delta, un nome che è diventato leggenda e che rappresenta l'ultima vettura del marchio torinese a essere stata capace di entrare nel cuore degli appassionati; di Lancia e non solo. Non stiamo parlando di quella nata nel 2008, nemmeno di quella della seconda metà degli anni '90 o del modello pioneristico del 1911. La Delta in questione è quella del 1979 e vissuta fino al 1993: sì, l'auto capace di vincere 6 mondiali rally Costruttori e 4 Piloti fra il 1987 e il 1992. Le sue eredi non sono mai riuscite a raccoglierne il testimone: un po' perché è venuta a mancare laspinta dei trionfi sportivi, un po' perché già il modello stradale non aveva quell'appeal della prima generazione.Se è diventata il mito che tutti conosciamo, il merito è in primis dei già citati trionfi nei rally mondiali e delle corrispondenti versioni stradali, le mitiche Delta Integrale 8 e 16 valvole ed Evoluzione. Senza un design come si deve, però, non si convincono all'acquisto oltre 500.000 automobilisti, la maggior parte dei quali sceglie ovviamente le versioni "normali". Se la compatta piace e vende, come dicevamo, lo deve anche a un design personalissimo uscito dalla magica matita diGiorgetto Giugiaro, che non a caso pochi anni prima ha dato forma a un altro mito dell'automobile: la Volkswagen Golf. La base meccanica è quella che "mamma" Fiat ha nel cassetto già dalla metà degli anni '70 : motore anteriore trasversale, trazione anteriore, avantreno McPherson. I motori 1.300 (75 CV) e 1.500 (85 CV) sono gli stessi della Ritmo, rivisti solo in alcuni dettagli e leggermente più potenti. Dentro, l'esigenza di offrire un'accoglienza all'altezza del nome Lancia prende forme e colori non sempre facili da digerire: un esempio è il velluto grigio-bianco o marrone-avorio quadrettato che riveste pannelli porta, sedili e cielo della vettura. La plancia è invece il manifesto della tecnologia – o della maniera di ostentarla – degli anni '80: tasti, tastini, spie e luci di vario genere movimentano e accendono l'abitacolo come un albero di Natale.Nel 1981, nelle segrete stanze di Torino, viene dato il via a un nuovo progetto: una versione a trazione integrale permanente con motori turbo. Nell'autunno del 1986 nasce la Delta HF 4WD; a spingerla, lo stesso 2.0 turbo da 165 CV di Thema e Croma Turbo i.e., mentre la trazione sulle quattro ruote motrici viene gestita da un giunto viscoso centrale e da un differenziale autobloccante Torsen al retrotreno. In Lancia ci prendono gusto e già nel 1987 rimpiazzano la 4WD con una versione che rispetta le nuove norme del Mondiale: ecco dunque carreggiate allargate (con ruote che sembrano voler "strappare" la carrozzeria) e il motore portato a 185 CV. Il mondo dà il benvenuto alla prima Delta Integrale, che nel 1991 arriva a 210 CV e che nel 1993 si dà un'ulteriore tiratina ai passaruota, ancora più larghi e dotati, davanti, di piccolo sfogo aerodinamico nella parte posteriore: è la Delta Evoluzione che vivrà fino al 1995, grazie anche ad alcune versioni speciali, fra cui la Martini Racing.Prima ancora dell'Integrale, in realtà, in Lancia si erano già dati da fare. Nel 1985 viene infatti presentata la S4, prodotta in soli 200 esemplari per poter ottenere l'omologazione per competere nei rally mondiali. Poco importa se della Delta abbia solo il nome e poco più: per gli appassionati, la S4 è a tutti gli effetti una Delta. Il motore, montato dietro, è una furia aizzata da un compressore volumetrico e una turbina che lavorano in sequenza. Risultato: da una cilindrata di 1,8 litri, questo quattro cilindri tira fuori la bellezza di 250 CV in versione stradale e fino a più di 600 in quella da gara. La trazione, integrale, sfrutta al meglio tanta prepotenza meccanica; fin troppo. Le auto diGruppo B sono diventate delle belve indomabili e troppo pericolose, motivo per cui vengonobandite dal regolamento.Nel 1993 nasce la seconda Delta. Progettata sulla base meccanica della Tipo, conferma la carrozzeria a due volumi, ma la sua storia non è minimamente paragonabile a quella del modello da cui deriva. Primo, per una questione di curriculum sportivo, semplicemente in bianco. Secondo, perché non ci fu mai una versione stradale sportiva capace di entusiasmare come per il modello precedente: la HF a trazione anteriore, nonostante i suoi 186 (successivamente portati a 193) CV, non è nemmeno lontana parente di Integrale ed Evoluzione varie. Risultato: dal 1993 al 2000 ne furono prodotte meno di 150.000.Tra il 1999 e il 2008, la Lancia resta scoperta nel segmento C: se si considera che è proprio qui che si fanno i volumi più importanti in Europa, si capisce bene come venga gestito il marchio in questo periodo. La lacuna viene colmata nel 2008, quando si prende la base meccanica dellaBravo, si allunga la distanza fra le ruote e si dà vita alla nuova Delta. Al momento del lancio, nel Gruppo Fiat parlano di auto del rilancio, di momento di svolta. Com'è andata, nei fatti, lo sappiamo: la vettura conosce un periodo nemmeno troppo lungo di fama in Italia, mentre nel resto del Vecchio Continente rimane confinata a numeri di nicchia. Il tutto, va detto, al di là dei meriti della Delta in senso stretto, che ha una discreta personalità nel design e offre una buona abitabilità. Certo, la qualità di alcune concorrenti – specialmente tedesche e giapponesi – è di un altro pianeta, ma i prezzi più che ragionevoli gustificano il gap. A mancare, piuttosto, è una strategia di evoluzione del prodotto sia dal punto di vista della tecnologia sia dell'immagine e, all'estero, una rete vendita in grado di supportare una significativa diffusione del prodotto. (CIT. ADRIANO TOSI)

01/01/2015

Lecce - Sono disponibili i calendari dei controlli sulle strade provinciali che saranno effettuati dalla Polizia provinciale, tramite autovelox, telelaser e postazioni fisse, nel mese di gennaio.

CALENDARIO AUTOVELOX GENNAIO 2015 A CURA DELLA POLIZIA PROVINCIALE

01-01-2015 S.P. 363 MAGLIE – SANTA CESAREA T. DAL KM 25+670 AL KM 31+670 12,00 – 19,00

02-01-2015 S.P. 90 GALATONE – S.M. AL BAGNO DAL KM 3 AL KM 4 dal limite dell’abitato di Galatone 06,00 - 13,00

05-01-2015 S.P. 362 LECCE - GALATINA DAL KM 9 AL KM 10 06,00 - 13,00

07-01-2015 S.P. 174 CASARANO - SUPERSANO DAL KM 1 AL KM 2 dal limite dell’abitato di Casarano 12,00 - 19,00

08-01-2015 S.P. 21 LEVERANO – PORTO CESAREO DAL KM 2 AL KM 5 06,00 - 13,00

10-01-2015 S.P. 04 LECCE - NOVOLI DAL KM. 1 AL KM. 2 dal limite dell’abitato di Lecce 12,00 – 19,00

12-01-2015 S.P. 06 LECCE - MONTERONI DAL KM 0 AL KM 1 06,00 – 13,00

13-01-2015 S.P. 90 S.M. AL BAGNO - GALATONE DAL KM 1 AL KM 2 dal limite dell’abitato di S.M. al Bagno 12,00 – 19,00

14-01-2015 S.P. 363 SANTA CESAREA T. - MAGLIE DAL KM 25+670 AL KM 31+670 06,00 – 13,00

16-01-2015 S.P. 04 LECCE - NOVOLI DAL KM 1 AL KM 2 dal limite dell’abitato di Lecce 12,00 – 19,00

17-01-2015 S.P. 362 LECCE - GALATINA DAL KM 9 AL KM 10 06,00 – 13,00

19-01-2015 S.P. 21 LEVERANO – PORTO CESAREO DAL KM 2 AL KM 5 12,00 – 19,00

20-01-2015 S.P. 174 SUPERSANO - CASARANO DAL KM 4 AL KM 5 dal limite dell’abitato di Supersano 06,00 – 13,00

22-01-2015 S.P. 06 LECCE - MONTERONI DAL KM 0 AL KM 1 12,00 – 19,00

23-01-2015 S.P. 90 GALATONE – S.M. AL BAGNO DAL KM 3 AL KM 4 dal limite dell’abitato di Galatone 06,00 – 13,00

26-01-2015 S.P. 362 LECCE - GALATINA DAL KM 9 AL KM 10 06,00 – 13,00

28-01-2015 S.P. 04 LECCE - NOVOLI DAL KM 1 AL KM 2 dal limite dell’abitato di Lecce 12,00 - 19,00

29-01-2015 S.P. 21 LEVERANO – PORTO CESAREO DAL KM 2 AL KM 5 06,00 - 13,00

31-01-2015 S.P. 90 S.M. AL BAGNO – GALATONE DAL KM 1 AL KM 2 dal limite dell’abitato di S.M. al Bagno 12,00 – 19,00

CALENDARIO POSTAZIONI FISSE DI RILEVAMENTO INFRAZIONI ART. 142 C.D.S. (superamento limite di velocità) GENNAIO 2015 tutti i giorni festivi compresi

S.P. 366 OTRANTO – SAN CATALDO Km. 27+942 in direzione Otranto Km. 27+083 in direzione San Cataldo 00:00 – 24:00

CALENDARIO POSTAZIONI FISSE DI RILEVAMENTO INFRAZIONI ART. 146 C.D.S (attraversamento incrocio con semaforo proiettante luce rossa) GENNAIO 2015 tutti i giorni festivi compresi

S.P. 75 SPECCHIA - TRICASE Intersezione con S.C. Via San Rocco 00:00 – 24:00

CALENDARIO TELELASER GENNAIO 2015 A CURA DELLA POLIZIA PROVINCIALE

01-01-2015 S.P. 112 VILLAGGIO RESTA 12,00 – 19,00

02-01-2015 S.P. 374 MIGGIANO - TAURISANO 06,00 – 13,00

05-01-2015 S.P. 115 NARDO’ - LEVERANO 06,00 - 13,00

07-01-2015 S.P. 174 MAGLIE - COLLEPASSO 12,00 – 19,00

08-01-2015 S.P. 124 COPERTINO - CARMIANO 06,00 - 13,00

10-01-2015 S.P. 350 RACALE - UGENTO 12,00 - 19,00

12-01-2015 S.P. 119 LEVERANO - LECCE 06,00 - 13,00

13-01-2015 S.P. 71 RUFFANO - CASARANO 12,00 – 19,00

14-01-2015 S.P. 13 CARMIANO - NOVOLI 06,00 – 13,00

16-01-2015 S.P. 359 NARDO’ - AVETRANA 12,00 – 19,00

17-01-2015 S.P. 133 FRIGOLE - CASALABATE 06,00 – 13,00

19-01-2015 S.P. 112 VILLAGGIO RESTA 12,00 - 19,00

20-01-2015 S.P. 374 MIGGIANO - TAURISANO 06,00 - 13,00

22-01-2015 S.P. 115 NARDO’ - LEVERANO 12,00 - 19,00

23-01-2015 S.P. 361 MAGLIE - COLLEPASSO 06,00 – 13,00

26-01-2015 S.P. 124 COPERTINO - CARMIANO 06,00 - 13,00

28-01-2015 S.P. 350 RACALE - UGENTO 12,00 - 19,00

29-01-2015 S.P. 119 LEVERANO – LECCE 06,00 – 13,00

31-01-2015 S.P. 112 VILLAGGIO RESTA 12,00 – 19,00

MERCATO AUTO STORICHE: Il 2013 è stato un anno da record per il settore del collezionismo d’epoca. Lo dimostrano i numer...
31/12/2014

MERCATO AUTO STORICHE: Il 2013 è stato un anno da record per il settore del collezionismo d’epoca. Lo dimostrano i numeri raccolti da una compagnia assicurativa, grazie ai quali scopriamo che lo scorso anno gli appassionati statunitensi hanno sborsato in totale 1.3 miliardi di dollari (1.06 miliardi di euro), 100 milioni in più rispetto al 2012. Sulla statistica influisce la prestazione della Monterey Car Week, manifestazione organizzata lo scorso agosto e durante la quale sono andate all’asta vetture per complessivi 430 milioni di dollari (350 milioni di euro).La compagnia assicurativa ha messo in fila anche le dieci vetture più costose vendute in Nord America. Al primo posto si colloca una Ferrari 250 GTO del 1962 (38,115 milioni di dollari), seguita da una 275 GTB del 1964 (26,400 milioni) e da una 250 GT California SWB Spyder (15,180 milioni). Quarta è una 250 LM del 1964 (11,550 milioni), quinta una 275 GTB/4 del 1967 (10,175 milioni) e sesta una 250 GT California (8,800 milioni), prima di una fra le due vetture non provenienti da Maranello: è una Ford GT40 del 1964, andata all’asta per 7,560 milioni.In ottava posizione si colloca una Ferrari 250 MM del 1953 (7,260 milioni), davanti alla seconda GT40 (un esemplare del 1965, venduto a 6,930 milioni) e ad un’altra Ferrari 250 GT, passata di mano a 6,875 milioni. La società assicurativa ha poi segnalato alcuni modelli le cui quotazioni sono aumentate in maniera significativa. Il prezzo medio di una Lamborghini Countach è cresciuto in media del +175% (a 736,599 per esemplare), quello di un’Alfa Romeo Giulia del 63% (ad 85.687 dollari) e quello di un’Aston Martin Lagonda del 32% (a 47.078 dollari). (CIT.

28/12/2014

AUTO STORICHE A 30 ANNI :Alla fine la “mazzata”, l’ennesima, è arrivata: col nuovo anno saranno considerate “auto storiche” solo le vetture con almeno 30 anni di età, che diventeranno le uniche a godere di una fiscalità agevolata. Con la legge di stabilità 2015, approvata in via definitiva poche ore fa, è passato anche il provvedimento che toglie l’esenzione dal bollo per le vetture immatricolate almeno 20 anni fa; anche se il RIVS, Registro italiano Veicoli Storici, ci tiene ad assicurare che “dal punto di vista assicurativo non cambia nulla. Le agevolazioni assicurative, frutto di accordi tra privati (i club e le compagnie), continueranno a restare in vigore, non essendo le assicurazioni in alcun modo vincolate alle definizioni legislative”.Un provvedimento messo in piedi dal Governo anche per combattere i finti collezionismi, cioè i proprietari di auto assolutamente prive di interesse storico, animati nel mantenere in circolazione le proprie carrette solo per dalla possibilità di risparmiare sugli oneri fiscali. Certo è che, “sparando nel mucchio”, si andranno a colpire anche molti appassionati collezionisti che dovranno tornare ad aprire il portafogli, nella peggiore delle ipotesi per almeno altri 10 anni. Inutile dire che tutto questo avrà una ripercussione negativa anche sul mercato dell’usato storico. (CIT Omar Abu Eideh )

IN VENDITA L ALFA ROMEO DI MUSSOLINI: E’ nota la passione di Benito Mussolini per le Alfa Romeo. L’ex capo di governo sc...
22/12/2014

IN VENDITA L ALFA ROMEO DI MUSSOLINI: E’ nota la passione di Benito Mussolini per le Alfa Romeo. L’ex capo di governo scelse quale vettura ufficiale una 6C 2300B e la utilizzò per quattro anni, dal 1935 al 1939. Alcuni si ricorderanno del tagliente appunto che Mussolini rivolse all'ingegner Nicola Romeo, colpevole di non utilizzare strumentazione italiana sulle automobili con il Biscione sul cofano.""I magneti sono tedeschi, l'orologio è svizzero, la tromba (che non funziona) è francese. È così che si aiutano i prodotti nazionali? Non si fanno, dunque, in Italia magneti, orologi e trombe?Il Duce era talmente appassionato delle vetture milanesi da averne regalata una anche a Claretta Petacci, sua amante e compagna di vita fino al 28 aprile 1945: è una straordinaria 6C 2500 Sport Berlinetta carrozzata Touring, ultimata nel 1939 e modello fra i più luminosi che finiranno all’asta mercoledì 4 febbraio 2015, quando la casa d’aste RM Auctions organizzerà a Parigi l’evento Classic Car Auctions. Dell’automobile conosciamo solo pochi elementi. Nel 1939 entrò nella disponibilità di Petacci e venne guidata regolarmente dal suo autista, Franz Spögler, che in seguito fornì la documentazione necessaria per ricostruirne i trascorsi.La 6C fu l’automobile su cui Petacci ed alcuni componenti della sua famiglia vennero bloccati dai partigiani mentre tentavano di abbandonare il paese, qualche giorno prima dei fatti di Piazzale Loreto."" L’Alfa Romeo venne in seguito acquistata da un ufficiale dell’esercito statunitense e finì oltreoceano. Da allora rimase abbandonata e trascurata fino al 1970, quando Francesco Bonfanti – uno fra i maggiori esperti di Alfa Romeo al mondo – ne curò il restauro. Nel 2007 la 6C 2500 Sport Berlinetta è stata premiata Best in Class al Concorso d’Eleganza Villa d’Este ed ha conquistato il titolo Best of Show al Salon Privé Concours d’Elegance (2011). Utilizza un sei cilindri in linea da 2.4 litri e 145 CV. (CIT. P.A.FINA)

17/12/2014

AUTO STORICHE E IL BOLLO: È guerra sul bollo delle auto che hanno più di 20 ma meno di 30 anni: le vetture storiche. A seconda della regione, c’è una totale o parziale esenzione dal pagamento della tassa di proprietà di quelle macchine; e c’è chi vuole eliminare questa agevolazione. Per questo, il disegno legge stabilità, in discussione in Parlamento, prevede che pure le auto storiche (ripetiamo, over 20 ma under 30) paghino il bollo. Le over 30 continueranno a godere di agevolazioni come l’esenzione del bollo. Una decisione che ha scatenato la polemica, con due fazioni in campo e 36 emendamenti contrari.Da un parte, c’è chi come l’Automobile club d’Italia, dice che in Italia troppe auto godono dei vantaggi esclusivi dei veicoli storici senza meritarli: mezzi vecchi che di storico hanno solo i documenti. Per minimizzare il numero di abusi di coloro, per risparmiare, spacciano per storiche auto oggettivamente vecchie, inquinanti e poco sicure, bisogna concedere le agevolazioni solo alle vetture comprese in una lista chiusa. Un elenco che definisca puntualmente le auto con un effettivo interesse storico. A prescindere dall’età, ovvero dai 30 anni previsti oggi come unico criterio che penalizzerebbe pesatamente il mercato della cosiddette youngtimer. Una posizione ragionevole? Può darsi: pur tuttavia, occhio a chi fa quell’elenco, e massima attenzione a come viene compilato, con quali criteri, con quali esclusioni.Dall’altra parte c’è l’Asi (Automotoclub storico italiano), contrario alla norma della legge stabilità 2015. Tutto l’impianto fa perno sui tagli fiscali, ovvero sul recupero di introiti non riscossi per qualsiasi motivo: fra questi rientrano quelli degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali fra cui si insinua anche l’elusione fiscale di chi non paga le tasse automobilistiche, pur utilizzando l’auto storica tutti i giorni. In realtà la nuova legge rischia di falciare l’intero settore dell’auto d’epoca che avrebbe invece bisogno di attente sforbiciate per eliminare i cosiddetti "furbetti" da un ambiente che accoglie soprattutto appassionati veri. Il rischio è che per recuperare qualche milione di euro in tasse lo Stato finisca per cancellare un mercato e un indotto come quello delle auto storiche che muove cifre ben più importanti e dà lavoro a tante persone: un po’ come già successo con ilsuperbollo che ha ucciso le auto di lusso e sportive azzerando gli incassi per l’erario. Ma quante sono le auto di interesse storico potenzialmente coinvolte dalla fine dell’esenzione fiscale e qual è il giro d’affari che le ruota attorno? Se l’Aci parla di 800.000 veicoli di interesse storico, l’Asi fa sapere che nei 13 anni di vita del provvedimento i mezzi esonerati dal pagamento del bollo sono stati 501.000 e che al 31 dicembre 2013 la cifra è scesa a 375.000. Far pagare nuovamente il bollo a questi veicoli potrebbe teoricamente portare nelle casse dello Stato 56,2 milioni di euro(375.000 x 150 euro di media), ma che nella realtà una simile misura è in grado di togliere dalla circolazione molti dei mezzi storici fino alla soglia delle 50.000 unità, per via di rottamazioni ed esportazioni. Così ricalibrato il maggiore introito teorico per l’erario si riduce a 7,5 milioni di euro, cifra irrisoria se paragonata ai650 milioni di euro che le auto d’epoca muovono annualmente per i costi di manutenzione (375.000 x 2.000 euro medi). Senza contare la fuga di mezzi storici all’estero: sarebbe un esodo di massa.A farne le spese saranno meccanici, carrozzieri e piccoli riparatori, oltre a ricambisti e distributori di benzina, tutte categorie già minacciate dalla crisi dell'auto nuova. Se a questo si aggiungono i circa 12,5 milioni di euro annui del turismo indotto dai raduni di auto storiche (stime Asi) ci si rende conto di quanto negativo potrebbe essere l’impatto di una legge così approssimativa sulla situazione economica e occupazionale del nostro Paese, minacciato da iniziative che per risolvere i problemi finiscono per "gettare l'acqua sporca col bambino dentro". A dire il vero, né Aci né Asi sono super partes, benché perfettamente informati dei fatti. Comunque, sarebbe una mazzata per gli amanti delle auto storiche: dopo aver speso tempo e denaro nel restauro e nel mantenimento della loro amata (costi ben superiori al risparmio di bollo e assicurazione ridotti), si vedrebbero vanificare ogni sforzo, con l’aggiunta di subire un forte deprezzamento della loro vetture. Non ci riferiamo della auto da ricchi, ma a vetture come la Lancia Delta HF Integrale e altre numerosissime icone degli anni 80/90 che devono essere salvate e rimanere in Italia.Ricordando l’enorme passione generata dalle auto d’epoca (si veda il successo del salone di Padova 2014, c’è stato un grande impegno della (Fmi) Federazione motociclistica italiana e dell'Asi nel contrastare la proposta governativa che puntava a far pagare interamente il bollo ai veicoli a due e quattro ruote con vent'anni di anzianità: questo si è tradotto in 36 emendamenti bipartisan e un ordine del giorno che chiede al Governo di rivedere l'articolo 3, comma 33 della legge di stabilità (quello sulle auto storiche). La Fmi sta facendo un'opera di sensibilizzazione nei confronti dei senatori, affinché cancellino questo articolo che, se fosse approvato, porterebbe alla demolizione tanti veicoli di interesse storico e collezionistico conservati con amore dai proprietari. Risultato: la commissione Bilancio sta esaminando 36 emendamenti presentati da forze trasversali. Ed è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a rivedere la proposta, in modo da prevedere la tassazione agevolata e, al tempo stesso, di premiare i veicoli che sono conservati in maniera adeguata. “Siamo felici - dice la Federazione - di registrare una notevole sensibilità da parte dei parlamentari che hanno accolto le nostre istanze, andando anche contro il parere negativo del Governo che, dalla reintroduzione della tassa di proprietà, conta di poter avere maggiori entrate pari a circa 78 milioni di euro''. (CIT. OMNIA.IT)

Come nasce la Huracán, attraverso le 23 stazioni della linea di montaggio, e come viene realizzata la monoscocca in carb...
14/12/2014

Come nasce la Huracán, attraverso le 23 stazioni della linea di montaggio, e come viene realizzata la monoscocca in carbonio della Aventador, partendo dal taglio del tessuto, fino all’assemblaggio finale. Tutto questo, insieme alle tappe salienti della storia Lamborghini, è raccontato nelle 320 pagine del libro“Lamborghini, 50 anni di fascino e passione”, scritto da Daniele Buzzonetti, giornalista specializzato nel settore dell’auto e cultore di storia del motorismo. Il viaggio temporale è raccontato anche attraverso una vasta carrellata di immagini dell’archivio Lamborghini, che ripropongono tutte le vetture del marchio del Toro, comprese le one-off, i concept, le Formula 1 equipaggiate con il motore Lamborghini a 12 cilindri, nonché le versioni da competizione di Gallardo e Huracán. La presentazione è avvenuta a Sant’Agata Bolognese alla presenza diStephan Winkelmann, Presidente e AD di Automobili Lamborghini, di Luigi Sartoni, Presidente del Consorzio Banche Popolari, che ha sostenuto il progetto, dell’Editore Antonella Artioli, del curatore Daniele Buzzonetti e del Direttore Editoriale di Quattroruote e Top Gear Italia, Marcello (omnia.it)

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Spongano
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