05/12/2025
Uomini con le... "Ruote".
Il 2 dicembre 1915 segna l'atto di nascita di uno dei marchi automobilistici più iconici al mondo: Alfa Romeo. In questa data cruciale, l'imprenditore italiano Nicola Romeo, originario di Napoli e attivo a Milano, acquisì la preesistente "Anonima Lombarda Fabbrica Automobili" (A.L.F.A.), rinominando la società in "Alfa Romeo".
Sotto la guida determinata di Nicola Romeo, lo stabilimento del Portello subì un'immediata e massiccia riconversione. Sfruttando la sua esperienza nell'ingegneria ferroviaria, Romeo ampliò rapidamente la forza lavoro fino a 2.500 operai per sostenere lo sforzo bellico della Prima Guerra Mondiale. L'azienda si trasformò in un colosso industriale, passando a produrre una vasta gamma di materiali militari e meccanici essenziali: da compressori motore e munizioni a motori aerei. A partire dal 1917, la produzione si estese anche a locomotive e materiale ferroviario.
Al termine del conflitto, l'Alfa Romeo passò dalla produzione bellica al rilancio del settore automobilistico. Dopo una fase iniziale di assemblaggio dei modelli preesistenti, la prima vettura interamente sviluppata sotto la nuova gestione — che portava ufficialmente il nome di Romeo e il nuovo stemma aziendale — fu la 20/30 HP, lanciata nel 1920. Questa vettura, con la sua variante sportiva E.S., rappresentò l'evoluzione dei progetti precedenti e diede il via all'era sportiva del marchio, culminata con la gloriosa vittoria del primo Campionato del Mondo automobilistico nel 1925 con la leggendaria P2 (progettata da Vittorio Jano).
Nonostante i trionfi sportivi, il rapido declino delle commesse militari e le difficoltà finanziarie del dopoguerra portarono l'azienda in crisi. La situazione si aggravò e, nel 1928, Nicola Romeo fu costretto a lasciare ogni incarico direttivo e manageriale. Sebbene la sua avventura imprenditoriale si fosse conclusa, il suo contributo fu riconosciuto con la nomina a Senatore del Regno nel 1929.
Nicola Romeo si ritirò a vita privata e morì a Magreglio (Como) il 15 agosto 1938. La sua scomparsa segnò la fine di un'epoca, ma il suo nome rimase indissolubilmente legato alla storia dell'Alfa, la società che lui aveva trasformato da una piccola realtà automobilistica a una potenza industriale di fama mondiale.