21/04/2025
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A distanza di qualche annetto, c'è chi ancora apprezza Verso Est. Con un pizzico di nostalgia, evocate da questa recensione, ringrazio le belle parole di Farinelli.
"Siamo arrivati troppo tardi in un mondo troppo vecchio, come ha scritto lo spagnolo Arturo Pérez-Reverte in uno dei sui romanzi più belli.
Difficile negarlo. La Terra si è rimpicciolita, e si è anche imbruttita. C’è chi l’ha paragonata addirittura a un cassonetto rovesciato… La modernità è stata impietosa. La dimensione del viaggio, dell’avventura è stata cancellata, scomparsa forse per sempre. Surrogata dal turismo. Che nella sua versione di massa – chiunque viva in una qualsiasi città d’arte del nostro Paese lo sa bene – ha provocato danni irreparabili, devastando fisicamente i luoghi come un biblico stormo di cavallette e sopra tutto divorandone l’anima come un tumore maligno… Per fuggire oggi ci restano solo i sogni… Ed infatti – come cantava Francesco Gabbani qualche stagione fa, in un simpatico motivetto estivo – noi adesso non partiamo mai / ci allontaniamo solo un po’.
Eppure… Eppure, forse non tutto è perduto. Forse, anche se la via maestra del Viaggio è interrotta (probabilmente per sempre), ci sono ancora tanti piccoli sentieri avventurosi da poter percorrere…"
Il tempo dell’avventura non può essere misurato, bensì raccontato