08/06/2026
🚘⚙️ Attivo Delegate e Delegati Fiom-Cgil Basilicata in Stellantis nella Camera del Lavoro CGIL di Lavello
LAVELLO (PZ) – La difesa dell’occupazione, il contrasto allo svuotamento dei reparti e la richiesta di un vero piano industriale per la transizione che non tagli i salari. Sono questi i temi al centro dell’Attivo delle delegate e dei delegati Stellantis e dell’indotto di Melfi, riunitosi oggi presso la Camera del Lavoro CGIL di Lavello.
L'assemblea giunge in un momento di altissima tensione per il polo industriale lucano, stretto tra l'accordo per la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga (con il contratto di solidarietà esteso fino a giugno 2026) e le continue procedure di uscita incentivata, l'ultima delle quali ha aperto a ulteriori 425 esuberi volontari.
Il focus di Melfi: cronoprogramma contro realtà produttiva
Durante la discussione, i delegati hanno analizzato l'ultimo documento programmatico e il volantino della Fiom-Cgil nazionale dedicato al comparto automotive. La Fiom mette sotto la lente d’ingrandimento le contraddizioni tra le promesse di Stellantis e la realtà dei fatti all'interno dei cancelli di San Nicola di Melfi.
Il nodo dei nuovi modelli: Sebbene l'azienda abbia confermato il cronoprogramma – con l'avvio della DS8 e della nuova Jeep Compass, seguite nel primo semestre del 2026 dalla DS7 e dalla Nuova Lancia Gamma – la Fiom nazionale denuncia chiaramente che questi lanci non saranno sufficienti a saturare la capacità produttiva e occupazionale del sito.
Lo svuotamento organico: Gli incentivi all'esodo stanno riducendo la forza lavoro sotto la soglia critica dei 4.500 dipendenti. La richiesta sindacale è perentoria: serve un turnover reale, bloccando le fuoriuscite indiscriminate e sostituendole con nuove assunzioni.
La crisi della componentistica (Indotto): Melfi vive un dramma nel dramma. Aziende storiche come Tiberina, PMC, Brose e Marelli si trovano in regime di cassa integrazione straordinaria o contratti di solidarietà fino al 2026. La politica di riduzione dei costi di Stellantis rischia di azzerare la filiera della monocommittenza lucana, spingendo la fornitura verso l'estero.
"Non possiamo accettare che la transizione ecologica venga pagata interamente dai lavoratori con la perdita del salario, il taglio dei turni e il peggioramento delle condizioni di salute e sicurezza sulle linee." – Questo il messaggio emerso a gran voce dall'attivo di Lavello.
La Fiom-Cgil e i delegati dell'area di Melfi rilanciano la mobilitazione e chiedono un tavolo unico e di filiera sia a livello ministeriale che con i vertici del Gruppo. La richiesta al Governo è di vincolare qualsiasi tipo di risorsa pubblica alla tenuta occupazionale, per evitare che gli stabilimenti italiani continuino a perdere centralità nel panorama dell'automotive internazionale. Per questo come Fiom-Cgil metteremo in campo tutte le iniziative di mobilitazione per difendere occupazione, salario e dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori.