21/07/2026
Lo sapevate che...
Mercedes ‘500 E W124’, la 'Super Berlina‘ di Stoccarda
Alla fine degli anni Ottanta nasce un ‘fenomeno’ molto particolare nel mondo dell’automobilismo: quello delle 'Super Berline'.
Sulla base di auto di rappresentanza, fatte per un utilizzo ‘quotidiano’ i costruttori ‘premium’ mettono motori con frazionamento a sei o otto cilindri.
Assetti e body kit dedicati fanno il resto, creando quelle che gli appassionati definiscono ‘divora autostrade’.
La prima è la Bmw con la sua rabbiosa ‘M5’, seguita dalla Opel ‘Omega Lotus’ e dalla Ford ‘Sierra Cosworth’.
Tutte diverse fra loro, accomunate solo dalla carrozzeria quattroporte.
Anche in Italia abbiamo la nostra 'super berlina', la ‘Thema 8.32‘ con motore Ferrari.
In Mercedes non possono stare a guardare e così, sulla base della riuscita ‘W124’, lanciano la loro interpretazione di divora ‘Autobahn’.
Il mezzo in questione si chiama ‘500 E’ ed ha il motore V8 della 500 SL da 326 cv.
La nuova vettura debutta nel 1989 ed è assemblata dalla ‘Porsche’ per non togliere spazio alla produzione delle normali ‘W124’ e sfruttare la capacità (sottoutilizzata) degli impianti Porsche di Zuffenhausen, usufruendo anche del ‘ know-How’ che la ‘cavallina di Stoccarda’ aveva nella costruzione di auto ad alte prestazioni.
Esteticamente la ‘500 E’ si riconosceva per la carrozzeria con passaruota allargati che ospitavano dei bellissimi cerchi da 17 pollici.
All’interno sedili più avvolgenti e contenitivi con una strumentazione comprensiva di manometro olio, voltmetro e contagiri.
Presente su quasi tutte le auto il tetto apribile, che dà una gradevole sensazione di ‘ariosità’ all’abitacolo.
In strada questa Mercedes non ha la cattiveria di una Bmw M5, essendo penalizzata anche dal lento cambio automatico a 4 rapporti.
Se in Mercedes avessero progettato un trasmissione manuale ‘Adhoc’ la ‘500 E’ avrebbe sicuramente potuto giocarsela alla pari con la rivale di Monaco almeno sul dritto, poiché sul misto non c’è storia con la M5 molto più precisa e reattiva.
La ‘500 E’ è invece un po' come un elefante nella cristalliera, troppo morbida ed impacciata.
Lo scotto del telaio ‘W124’, improntato fondamentalmente ad un uso autostradale pagava irrimediabilmente ‘dazio’ alla eccellente ‘struttura’ della BMW serie 5 e34 sulla quale era basata la nuova M5.
Con la seconda serie abbiamo un ulteriore ‘imborghesimento’ con la perdita di 20 cv a causa del passaggio ai catalizzatori.
In questa sede abbiamo anche un altro ‘upgrade’ con l’adozione dell’iniezione elettronica in luogo di quella meccanica controllata elettronicamente.
Particolare, veloce e confortevole la ‘500 E’ non aveva l’appeal da Hooligan di una M5 o una Omega Lotus ma compensava con la classe ed il fascino che solo le auto più esotiche sapevano avere.
Un prodotto di ‘nicchia’, scelto da chi non voleva la ‘solita sedan’ ad alte prestazioni.