Luca Abate Autore

Luca Abate Autore Autore indipendente. Scrivo storie e manuali che lasciano il segno: dal fantasy ai libri sulla sicurezza e sull’AI.

Scopri tutti i miei titoli su www.luca-abate.com ✍️📚 - Compra-vendita imbarcazioni;
- servizi nautici: valutazioni, perizie, pratiche nautiche, direzione dei lavori, trasporti e trasferimenti in Italia e all'estero;

Le ho immaginate per mesi.Le ho corrette, riscritte, impaginate, rilette decine di volte.Oggi, per la prima volta, le ho...
15/07/2026

Le ho immaginate per mesi.

Le ho corrette, riscritte, impaginate, rilette decine di volte.

Oggi, per la prima volta, le ho tenute tra le mani.

È una sensazione difficile da spiegare.

Questi tre volumi racchiudono anni di esperienza vissuta tra cantieri navali, prove in mare, collaudi, banchine e migliaia di domande che, troppo spesso, trovano risposta solo dopo aver commesso un errore.

“Segreti di Banchina” non nasce per insegnare a navigare.

Nasce per aiutare a capire il mare.

Perché…

“In pochi possono dare del TU al mare, e quei pochi non glielo danno.”

Questa frase è probabilmente quella che descrive meglio tutto il progetto.

Il mare non si conquista.

Si rispetta.

Dal 31 luglio i tre volumi saranno disponibili su Amazon, anche in copertina rigida.

Spero che possano diventare un punto di riferimento per armatori, appassionati e professionisti del settore, ma anche per chi sogna semplicemente di vivere il mare con maggiore consapevolezza.

Se sei arrivato a leggere fino a qui, ti chiedo una sola cosa.

Scrivimi nei commenti qual è stata la lezione più importante che il mare ti ha insegnato.

Sono curioso di leggere le vostre esperienze.

🌐 www.luca-abate.com

📚 Ogni libro lascia un segno. Ho scelto che il mio lasci quello giusto.Quando scrivo un libro penso alle persone che lo ...
12/07/2026

📚 Ogni libro lascia un segno. Ho scelto che il mio lasci quello giusto.

Quando scrivo un libro penso alle persone che lo leggeranno. Da oggi ho deciso di pensare anche al mondo che lasceremo dopo averlo letto.

Per questo motivo tutti i miei libri sono ora disponibili con carta Pastalegno ecologica: una scelta che offre un’esperienza di lettura di qualità e riduce l’impatto ambientale rispetto ad altre opzioni di stampa disponibili.

Non cambiano le storie.
Non cambia la passione con cui le scrivo.
Cambia il modo in cui arrivano nelle vostre mani.

Credo che ogni autore abbia una responsabilità: non solo trasmettere idee, ma fare scelte coerenti con i propri valori. Questa è una delle mie.

Se anche tu pensi che innovazione e rispetto per l’ambiente possano camminare insieme, raccontami nei commenti cosa ne pensi.

Ogni libro può insegnare qualcosa.
Da oggi, anche prima di essere aperto. 🌱📖

⚓ SEGRETI DI BANCHINA30 episodi.Quando ho pubblicato il primo, non immaginavo che saremmo arrivati fin qui.Pensavo di ra...
02/07/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA

30 episodi.

Quando ho pubblicato il primo, non immaginavo che saremmo arrivati fin qui.

Pensavo di raccontare qualche curiosità imparata negli anni trascorsi tra collaudi, prove in mare, cantieri e compravendite di imbarcazioni.

Invece è successo qualcosa di molto più bello.

Ogni episodio ha acceso discussioni, ricordi, confronti e, soprattutto, mi ha dato la possibilità di imparare ancora grazie ai vostri commenti.

Per questo il primo grazie va a voi.

A chi ha commentato.

A chi ha condiviso.

A chi mi ha corretto quando era giusto farlo.

A chi ha aggiunto la propria esperienza.

Perché il mare è una scuola in cui non si smette mai di imparare.

Ed è proprio leggendo i vostri messaggi che ho capito una cosa.

Trenta episodi non bastavano.

Inizialmente Segreti di Banchina doveva diventare un unico libro.

Poi, pagina dopo pagina, sono arrivato a sfiorare le 800 pagine.

Così ho preso una decisione.

Diventeranno tre volumi.

Non per fare più libri.

Ma per renderli più utili.

Ogni volume approfondirà argomenti specifici, così ognuno potrà scegliere ciò che più gli interessa, senza dover acquistare un manuale enorme che magari parla anche di temi lontani dalle proprie esigenze.

Il mio obiettivo è sempre stato uno solo.

Condividere ciò che ho imparato in quasi vent’anni di esperienza nel mondo della nautica, con la speranza che possa essere utile a qualcun altro.

Non pretendo di avere la verità in tasca.

Continuo a studiare ogni giorno.

Continuo a confrontarmi con professionisti che ne sanno più di me.

Ed è proprio questo, secondo me, il bello del mare.

Ti ricorda continuamente che puoi sempre imparare qualcosa di nuovo.

⚓ Questo, quindi, non è un punto di arrivo.

È semplicemente l’inizio di un nuovo viaggio.

I libri di Segreti di Banchina sono in lavorazione.

E vi prometto che dentro ci sarà tutto quello che avrei voluto leggere quando ho messo piede per la prima volta in un cantiere navale.

Grazie di cuore per aver percorso con me questi primi 30 episodi.

Il bello… deve ancora arrivare.

💬 Fatemi sapere nei commenti quale episodio vi è rimasto più impresso e quale argomento vorreste trovare nei libri.

📌 Salvate questo post per non perdervi gli aggiornamenti.

📤 Condividetelo con chi ama davvero il mare.

⚓ Ci vediamo molto presto… in banchina.

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 30TROVI UNA BARCA ALLA DERIVA…DIVENTA DAVVERO TUA? 🤔È uno dei miti più diffusi tra i di...
30/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 30

TROVI UNA BARCA ALLA DERIVA…

DIVENTA DAVVERO TUA? 🤔

È uno dei miti più diffusi tra i diportisti.

“Se trovi una barca abbandonata in mare puoi prenderla e diventa tua.”

La realtà è molto diversa.

❌ No, il semplice ritrovamento di un’imbarcazione non ti rende proprietario.

Se trovi una barca alla deriva o un relitto, la legge prevede che il ritrovamento venga comunicato all’Autorità Marittima competente. Chi partecipa al recupero può, in determinate circostanze, avere diritto a un compenso o al rimborso delle spese sostenute, ma non acquisisce automaticamente la proprietà dell’imbarcazione.

C’è poi un’altra domanda che mi viene rivolta spesso.

🚤 Posso trainare la barca di un amico se rimane in avaria?

Sì, in linea generale un diportista può prestare assistenza e trainare un’altra imbarcazione, purché lo faccia in condizioni di sicurezza e senza mettere in pericolo persone o mezzi.

Naturalmente bisogna usare buon senso.

Un piccolo gommone che tenta di trainare un cabinato di 12 metri con mare formato rischia soltanto di creare una seconda emergenza.

In questi casi è molto meglio richiedere l’intervento di un servizio di assistenza nautica o della Guardia Costiera.

Il mare ci insegna una cosa importante.

⚓ Prima ancora dei diritti di chi presta soccorso, esistono i doveri verso chi si trova in difficoltà.

Ed è questo che rende speciale la cultura marinaresca.

💬 E tu lo sapevi?

Avevi mai sentito dire che una barca trovata alla deriva diventa automaticamente di chi la recupera?

Oppure ti è mai capitato di trainare un’altra imbarcazione o di essere trainato?

Raccontamelo nei commenti. Sono curioso di leggere le vostre esperienze.

📌 Salva questo post: potrebbe tornarti utile o aiutare qualcuno a sfatare questo falso mito.

📤 Condividilo con un amico diportista.

⚓ Seguimi per non perdere i prossimi Segreti di Banchina.

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 29HAI TROVATOLA BARCA DEI TUOI SOGNI.MA A CHI DAI I SOLDI?Comprare una barca è uno dei ...
29/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 29

HAI TROVATO

LA BARCA DEI TUOI SOGNI.

MA A CHI DAI I SOLDI?

Comprare una barca è uno dei momenti più emozionanti per un armatore.

Ma è anche uno dei più delicati.

Da una parte c’è il venditore, che vuole la certezza di essere pagato.

Dall’altra c’è l’acquirente, che vuole essere sicuro di ricevere esattamente ciò che ha acquistato.

È qui che entra in gioco uno strumento ancora poco conosciuto nel mondo della nautica: il conto escrow.

In pratica, il denaro non viene versato direttamente al venditore.

Viene depositato presso un soggetto terzo indipendente, che lo custodisce fino al verificarsi delle condizioni stabilite tra le parti, ad esempio la firma dell’atto di vendita, il buon esito della perizia o la consegna dell’imbarcazione.

Solo quando tutte le condizioni concordate sono soddisfatte, il denaro viene trasferito al venditore.

Questo sistema può ridurre in modo significativo i rischi sia per chi compra sia per chi vende.

Naturalmente il conto escrow non sostituisce una perizia, un contratto ben scritto o le verifiche sulla proprietà dell’imbarcazione.

È uno strumento che funziona al meglio quando viene gestito da professionisti competenti e inserito in una compravendita ben strutturata.

Negli anni mi sono convinto di una cosa.

Quando si parla di compravendite importanti, la fiducia è fondamentale.

Ma la fiducia funziona ancora meglio quando è supportata da procedure che tutelano entrambe le parti.

💬 E voi?

Conoscevate già il conto escrow?

Lo utilizzereste per acquistare o vendere una barca?

Raccontatemi la vostra opinione nei commenti.

📌 Salva questo post.

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⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 28DUE FASCETTEPOSSONO SALVARE LA TUA BARCACi sono componenti che non fanno scena.Non au...
27/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 28

DUE FASCETTE

POSSONO SALVARE LA TUA BARCA

Ci sono componenti che non fanno scena.

Non aumentano le prestazioni.

Non rendono la barca più bella.

Ma possono evitare un allagamento.

Sto parlando dei passascafi.

Ogni apertura sotto la linea di galleggiamento merita la massima attenzione.

Una delle prime cose che guardo quando salgo su una barca è proprio come sono realizzati gli scarichi a mare.

Le norme tecniche di riferimento prevedono che il passascafo sia dotato di un sistema di intercettazione idoneo, normalmente una valvola installata direttamente sul passascafo, prima di eventuali curve o raccordi. (guidisrl.it)

C’è poi un dettaglio che molti sottovalutano.

I tubi collegati ai portagomma dovrebbero essere serrati con due fascette in acciaio inox idoneo per uso marino, montate con le viti contrapposte.

Può sembrare un dettaglio.

In realtà è una delle soluzioni più semplici per aumentare la sicurezza dell’impianto.

Se fai lavori di fai da te e noti passascafi privi di valvola, fascette singole, componenti corrosi o tubazioni deteriorate, non rimandare.

Sono interventi che possono fare la differenza tra una giornata tranquilla e un’emergenza.

E se non hai esperienza su questi impianti, il mio consiglio è semplice:

Affidati a un professionista.

Sotto la linea di galleggiamento gli errori si pagano molto cari.

💬 E voi?

Quando avete controllato per l’ultima volta i vostri passascafi?

Vi è mai capitato di trovarne qualcuno montato in modo discutibile?

Raccontatelo nei commenti.

📌 Salva il post.

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⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 27TEAK NATURALE O SINTETICO?Ogni volta che qualcuno mi chiede quale sia il miglior mate...
26/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 27

TEAK NATURALE O SINTETICO?

Ogni volta che qualcuno mi chiede quale sia il miglior materiale per rifare il ponte di una barca, rispondo sempre allo stesso modo:

Dipende.

Non esiste una scelta perfetta.

Esiste la scelta giusta per il tuo modo di vivere il mare.

Il teak naturale continua a essere il punto di riferimento per eleganza, prestigio e valore dell’imbarcazione. È un materiale vivo, piacevole al tatto e, se ben mantenuto, può durare molti anni. Di contro richiede manutenzione e un investimento importante.

⚠️ Un consiglio che può evitarti una br**ta sorpresa: non dare per scontato che un ponte venduto come “teak” sia interamente in legno massello. Alcune realizzazioni utilizzano uno strato superficiale di teak applicato su un supporto. Prima di acquistare o affrontare un refit, chiedi sempre come è costruito il ponte.

Il teak sintetico è una valida alternativa per chi cerca praticità e minore manutenzione.

C’è però un aspetto spesso sottovalutato.

Molti installatori e professionisti del refit nel Mediterraneo riportano che i ponti sintetici in PVC tendono a diventare sensibilmente più caldi del teak naturale durante le giornate estive.

Alcuni test comparativi hanno rilevato temperature superficiali comprese tra circa 53 e 61 °C, con differenze anche importanti tra i vari produttori.

Non a caso alcune aziende hanno sviluppato nuove formulazioni “Cool” proprio per ridurre questo effetto.

Il sughero sta conquistando sempre più armatori. È leggero, antiscivolo, confortevole e, in caso di danni localizzati, permette spesso di effettuare giunte e riparazioni quasi invisibili senza rifare un’intera sezione del ponte.

L’EVA offre un ottimo grip ed è molto piacevole sotto i piedi, soprattutto sulle barche sportive e da pesca. La qualità della posa, però, è fondamentale: una preparazione non corretta della superficie può favorire il distacco dei bordi con il passare degli anni.

La verità è che ogni materiale nasce per esigenze diverse.

Chi cerca eleganza probabilmente continuerà ad amare il teak naturale.

Chi vuole praticità potrebbe orientarsi sul sintetico.

Chi mette al primo posto comfort e leggerezza potrebbe preferire il sughero.

Chi usa la barca in modo sportivo potrebbe trovare nell’EVA una soluzione molto interessante.

⚓ Adesso però sono curioso di conoscere la vostra esperienza.

Quale materiale avete sulla vostra barca?

Se doveste rifare oggi il ponte, confermereste la vostra scelta o cambiereste completamente idea?

Mi piacerebbe leggere esperienze reali, soprattutto da chi ha utilizzato questi materiali per diversi anni.

📌 Se avete trovato utile questo confronto, salvate il post: potrebbe tornarvi utile quando arriverà il momento di affrontare un refit.

📤 Condividetelo con un amico che sta valutando di rifare il ponte della propria barca.

Ci vediamo nel prossimo episodio di Segreti di Banchina. ⚓

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 26Ci sono argomenti di cui in banchina si parla poco.Questo è uno di quelli. 😅Durante g...
22/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 26

Ci sono argomenti di cui in banchina si parla poco.

Questo è uno di quelli. 😅

Durante gli anni trascorsi tra collaudi e prove in mare mi capitò di vedere una soluzione semplice ma estremamente intelligente.

Sopra il serbatoio delle acque nere era stata installata una linea dedicata al risciacquo.

Niente secchi.

Niente imbuti.

Niente acrobazie.

Una semplice valvola consentiva di immettere acqua pulita all’interno del serbatoio per effettuare un rapido lavaggio dopo lo svuotamento.

Una modifica apparentemente banale che aiutava a mantenere più pulito l’impianto e a limitare nel tempo la formazione di residui e cattivi odori.

Naturalmente qualsiasi sistema di questo tipo deve essere realizzato correttamente e nel rispetto delle buone pratiche impiantistiche, evitando qualsiasi rischio di contaminazione dell’impianto dell’acqua potabile.

Ma il principio rimane valido:

Un serbatoio che viene risciacquato regolarmente è un serbatoio che tende a creare meno problemi.

Molti armatori ignorano un altro aspetto importante.

Le normative ambientali moderne limitano fortemente lo scarico delle acque nere in porto e nelle aree costiere sensibili.

Per questo il serbatoio delle nere è diventato un componente fondamentale delle imbarcazioni da diporto moderne.

E come ogni componente importante, merita manutenzione e attenzione.

Perché spesso la differenza tra una barca piacevole e una che “si sente arrivare” nasce proprio da questi dettagli. 😅

💬 E voi?

Avete mai installato o visto un sistema di risciacquo dedicato del serbatoio delle nere?

Conoscete altri accorgimenti che hanno migliorato la vita a bordo?

Raccontateli nei commenti.

📌 Salva il post.

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⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 26IL GPS SI PUÒ ROMPERE.LA BATTERIA SI PUÒ SCARICARE.MA TU SAI DOVE SEI?Quando si parla...
21/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 26

IL GPS SI PUÒ ROMPERE.

LA BATTERIA SI PUÒ SCARICARE.

MA TU SAI DOVE SEI?

Quando si parla di sicurezza in mare, molti pensano immediatamente a zattere, razzi, VHF e giubbotti salvagente.

Pochi pensano a una matita.

Eppure uno degli strumenti più sottovalutati a bordo è proprio il diario di bordo.

Durante una navigazione dovremmo sempre annotare:

⚓ posizione

⚓ rotta

⚓ velocità

⚓ condizioni meteo

⚓ eventi particolari

Perché?

Perché in caso di emergenza, avaria elettronica o perdita del GPS, i soccorritori avranno bisogno della posizione più precisa possibile.

E più informazioni riusciremo a fornire, più rapido ed efficace potrà essere l’intervento.

Molti diportisti navigano affidandosi esclusivamente all’elettronica.

Ma il mare ci ricorda spesso che l’elettronica può guastarsi.

La carta e la penna no.

Proprio per questo abbiamo realizzato il diario di bordo “Dietro al Render”.

Non è soltanto uno spazio dove annotare le navigazioni.

All’interno troverai anche:

✅ check list sicurezza

✅ check list manutenzioni

✅ check list cambusa

✅ schede di navigazione

✅ controlli pre-partenza

Uno strumento pratico pensato da chi il mare lo vive davvero.

Con l’estate ormai alle porte, il momento migliore per organizzarsi non è durante la vacanza.

È prima di partire.

📖 Diario di Bordo Dietro al Render:

https://amzn.eu/d/09KB5Y6s

💬 Tu utilizzi già un diario di bordo oppure ti affidi esclusivamente all’elettronica?

Raccontamelo nei commenti.

📌 Salva il post.

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⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 25IL SEGRETO DEI VETRI PERFETTIUno dei migliori trucchi che ho imparato in cantiere rig...
21/06/2026

⚓ SEGRETI DI BANCHINA – Episodio 25

IL SEGRETO DEI VETRI PERFETTI

Uno dei migliori trucchi che ho imparato in cantiere riguarda semplicemente… i vetri.

Durante le fasi di preconsegna degli yacht c’era un collega che riusciva sempre a ottenere vetrate impeccabili.

Niente aloni.

Niente strisciate.

Niente impronte.

Il suo segreto?

La carta di giornale.

Un metodo vecchio quanto la nautica stessa.

Molti non lo sanno, ma la carta di giornale è stata utilizzata per anni per la pulizia dei vetri grazie alla sua capacità di lucidare senza lasciare molti residui.

Attenzione però.

Prima di passare alla pulizia bisogna capire che tipo di sporco abbiamo davanti.

Se il vetro è coperto da residui di sale marino, la prima operazione dovrebbe essere sempre un risciacquo con acqua dolce.

I cristalli di sale possono comportarsi come un abrasivo durante la pulizia.

Se invece parliamo di impronte, aloni leggeri o residui di detergente, la carta di giornale può ancora oggi dare ottimi risultati nella fase finale di asciugatura e lucidatura.

Diverso il discorso per il calcare.

In quel caso il deposito va prima rimosso con prodotti adeguati e solo successivamente si può procedere alla lucidatura.

Come spesso accade in nautica, non esistono scorciatoie.

Esistono piccoli accorgimenti che fanno la differenza.

E chi prepara una barca per una consegna lo sa molto bene.

💬 E voi?

Avete mai usato la carta di giornale per pulire i vetri?

Conoscete altri trucchi imparati in banchina che funzionano ancora oggi?

Raccontateli nei commenti.

📌 Salva il post.

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Indirizzo

Piombino
57025

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