08/07/2026
RISPOSTA AL MINISTRO Gianmarco Mazzi dal presidente di Assocamp, Ester Bordino:
I d'Italia e il turismo del futuro: perché il è la chiave per la destagionalizzazione e il viaggio "slow"
Condividiamo e accogliamo con grande entusiasmo le parole del Ministro Gianmarco Mazzi che ha espresso durante il convegno “Turismo è Territorio”.
La visione del Ministero , che mette al centro i piccoli per contrastare l'overtourism delle città d'arte e promuovere un turismo più equo, sostenibile e distribuito nel tempo (destagionalizzazione), fotografa perfettamente le necessità attuali del nostro patrimonio culturale e paesaggistico.
Tuttavia, accanto all'ottima intuizione di legare i borghi al cicloturismo, c'è un altro tassello fondamentale e complementare che merita di essere inserito stabilmente nell'agenda strategica nazionale: il turismo en plein air, e in particolare in . Il camper non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio alleato dei piccoli centri. Ecco perché:
✅1. Campioni naturali di "Turismo Slow" e autenticità I camperisti cercano esattamente ciò che il Ministro ha evidenziato come l'oro dei piccoli borghi: l'autenticità, la calma e il contatto con la comunità locale. Chi viaggia in camper non "usa e getta" un territorio; si ferma, lo esplora a piedi, acquista nei piccoli negozi di vicinato e vive il paese temporaneamente come un abitante del luogo, rispettandone i ritmi.
✅2. Destagionalizzazione reale e flussi costanti A differenza del turismo tradizionale, fortemente legato alla stagionalità alberghiera, il turismo in camper non conosce stagioni. I camperisti viaggiano tutto l'anno: nei weekend autunnali per le sagre, in inverno per i mercatini e in primavera per le fioriture. Per un piccolo borgo, questo significa poter contare su una microe-conomia stabile 12 mesi su 12.
✅3. Logistica flessibile per territori senza strutture ricettive Molti dei nostri borghi più belli soffrono di una carenza strutturale di alberghi o b&b, spesso a causa dei vincoli architettonici dei centri storici. In questo contesto, il camper risolve il problema alla radice: è una "camera d'albergo mobile" che non cementifica il territorio. Basta la predisposizione di una piccola area di sosta attrezzata e green: un *Camper Service* fuori dalle mura per rendere il borgo accessibile a migliaia di turisti italiani e internazionali.
✅4. Il binomio perfetto con il Cicloturismo e l’Enogastronomia: L’articolo menziona l'importanza di cantine, frantoi e cicloturismo. Il camperista è, per definizione, il cliente ideale di questa filiera.
La stragrande maggioranza dei camper viaggia con biciclette ed e-bike al seguito: i camperisti amano sostare nel borgo, scendere dal mezzo ed esplorare i sentieri circostanti sulle due ruote. Inoltre, avendo ampi spazi di stivaggio a bordo, sono una categoria che acquista massicciamente i prodotti enogastronomici locali (vino, olio, formaggi), portando ricchezza direttamente ai produttori del territorio.
👉Un invito alla collaborazione quindi: auspichiamo che il Ministero del Turismo, nell'attuare i piani di sviluppo per i borghi, voglia considerare il turismo itinerante come una risorsa strategica. Sostenere i piccoli Comuni nella creazione di aree di sosta intelligenti e digitalizzate non è una spesa, ma un investimento ad altissimo rendimento per l'economia locale.
Il Giro d'Italia amatoriale dei borghi proposto dal Ministro sarebbe un'iniziativa straordinaria, e immaginarlo supportato da una carovana di turisti in libertà non farebbe che amplificarne il successo, unendo le due ruote alle quattro ruote della sostenibilità.
Ester Bordino presidente Assocamp
ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo
ConfMobilità - Federmotorizzazione
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