30/06/2018
[Cosa fare in caso di grandine]
La grandine arriva quasi all'improvviso, per cui non è facile riuscire ad evitarla.
O meglio, a volte sappiamo che potrebbe arrivare, ma visto che la macchina ci serve, dobbiamo uscire lo stesso, sperando che ci vada bene.
C'è che parte prevenuto assicurando l'auto contro la grandine, chi la copre con pluriball, cartoni di ogni tipo, tappeti da palestra.
Insomma, la creatività non manca, ma oggi cercherò di andare un po' più nel concreto, e soprattutto funzionale.
Intanto, partendo dal banale (ma non si sa mai) se hai la possibilità ti consiglio agire preventivamente parcheggiandola al coperto, sotto un albero o una tettoia, se vedi che sta per piovere.
E' sicuramente meglio che sperare che non grandini.
Se sei in movimento, invece devi fare molta attenzione.
La grandine cade a una velocità molto maggiore della pioggia proprio perché il peso e la dimensione dei chicchi sono maggiori di quelli della pioggia.
La pioggia infatti nel peggiore dei casi cade a una velocità di 30 km/h, mentre la grandine cade a quella velocità nel migliore dei casi.
Nel peggiore arriva anche a 150-180 km/h.
Qui intorno però è difficile arrivare a questi livelli.
I chicchi di grandine raramente arrivano a misurare un centimetro, con una velocità di circa 70 km/h, che già è pericolosa.
Proviamo a riflettere un attimo però.
Stai guidando e vicino a te non hai ripari.
O magari vedi un ponte in lontananza.
Se sei in autostrada e intorno a te non vedi nulla nemmeno in lontananza, fermati.
Se invece puoi raggiungere una protezione in pochi secondi, raggiungila ma senza accelerare troppo.
Perché?
Per alcune parti dell'auto, come il parabrezza ad esempio, che sono diagonali, la velocità d'impatto con la grandine aumenta se acceleri.
Peggio ancora se la grandine cade nel senso contrario al tuo.
Se sei in autostrada e ti metti ad andare a 50 km/h nella speranza di trovare un riparo, e la grandine cade a 70 nel senso opposto al tuo, questa impatterà sul tuo parabrezza a circa 120 km/h.
Inutile dire che te lo sfascia, il parabrezza, altro che bozze sulla carrozzeria.
Poi ci sono anche i teli da grandine, ma io ti consiglio di parcheggiare al coperto.
Sì, certo, serve. Quando c'è. Ma il telo va messo in anticipo.
A volte non hai proprio la possibilità di metterlo, se ad esempio stai guidando, oppure se l'auto è parcheggiata e ha già iniziato a grandinare.
Non penso tu vada a rischiare la vita per metterti a coprire l'auto con il telo.
Detto questo, se è troppo tardi e l'auto è stata ammaccata, bisogna vedere se la grandine ha tagliato anche la vernice.
Se la lamiera è stata scoperta sarà necessario riverniciare una parte dell'auto, altrimenti si potrebbe riuscire a sistemare il tutto con il tira bolli, che costa meno.
Qui farei una precisazione.
Alcuni stuccano e riverniciano l'auto senza in realtà raddrizzare la bozza.
Potresti risparmiare qualcosina sul lavoro in questo modo ma il risultato non sarà lo stesso.
Appena andrai a ritirare l'auto potrebbe sembrarti tutto perfetto, ma già dopo qualche settimana si noterà dove è stato dato lo stucco (se usato in grandi quantità).
Lo stucco infatti non è fatto per coprire buchi di quelle dimensioni, ma solamente per lisciare le imperfezioni.
La quantità di stucco utilizzata che di solito rimane a lavoro finito è inferiore al millimetro di spessore.
Chi invece lo usa per tappare le bozze causate dalla grandine perché, per questioni di tempo, o esperienza, e costi, preferisce non raddrizzare le ammaccature prima, ne usa quantità ben più grandi.
Temo anche nell'ordine del centimetro.
Oggi gli stucchi sono migliorati e potresti trovarti solo con degli antiestetici aloni in controluce, che comunque danno fastidio perché se vai da un carrozziere ti aspetti che poi non si veda più nulla.
Fino a qualche anno fa invece (cosa che potrebbe comunque capitare con stucchi di scarsa qualità, conservati male in officina, e applicati senza i dovuti accorgimenti) poteva succedere che col tempo e le sollecitazioni, si creassero delle piccolissime crepe che oltre a essere brutte da vedere potevano scoprire di nuovo il metallo sottostante, innescando così la formazione della ruggine, di cui ho parlato l'ultima volta.