Ayrton Sebastian Cabibbo Driver

Ayrton Sebastian Cabibbo Driver Certo che quando va bene il motore è una musica incomparabile “Ayrton S. Cabibbo”
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12/06/2026
12/06/2026

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ 𝐌𝐚𝐫𝐜 𝐌𝐚̀𝐫𝐪𝐮𝐞𝐳 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐑𝐞 Ⓜ️⭕️Ⓜ️

11/06/2026

Ⓜ️⭕️ 𝐌𝐚𝐫𝐜 𝐌𝐚̀𝐫𝐪𝐮𝐞𝐳 𝟗𝟑 𝐌𝐨𝐭𝐨 𝐆𝐩 ⭕️Ⓜ️

11/06/2026

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ 𝐌𝐚𝐫𝐜 𝐌𝐚̀𝐫𝐪𝐮𝐞𝐳 𝟗𝟑 Ⓜ️⭕️Ⓜ️

La verità è che per noi veri appassionati della Moto Gp, non basta guardare dei video nei social network, serve leggere ...
11/06/2026

La verità è che per noi veri appassionati della Moto Gp, non basta guardare dei video nei social network, serve leggere bene tutto accuratamente, per capire la grandezza di un pilota, il weekend che abbiamo lasciato alle spalle nel circuito di Balaton Park, è da leggenda, a prescindere del mega incidente alla partenza, in tanti criticano il Campione 93, “si, si” ha vinto perché non c’era nessuno, la invidia è una br**ta cosa, dobbiamo conviverci, purtroppo in tanti che seguono questo sport, possiedono una ignoranza abissale in materia, come diceva un mio caro amico, comunque analizziamo punto per punto il passato Weekend del nostro pilota preferito Marc Márquez 93, aveva appena tolto il casco quando pronunciò questa frase “Tranquilli” attorno a lui c'erano meccanici che si abbracciavano, ingegneri che festeggiavano, uomini che avevano appena vissuto un'altra domenica perfetta, eppure la frase che scelse in quell'istante di felicità fu una rassicurazione “Tranquilli” come se il risultato fosse arrivato esattamente dove lui sapeva che sarebbe arrivato, come se quella gara l'avesse già vista molte ore prima, in fondo è proprio questo che rende Marc Márquez diverso dagli altri, la sua velocità la vedono tutti, i sorpassi li vedono tutti, le vittorie le vedono tutti, quello che spesso sfugge è la sua capacità di leggere una situazione prima degli altri, di immaginare una gara quando ancora nessuno sa come si svilupperà, al Balaton Park la differenza è nata molto prima della domenica, è nata il venerdì mattina, mentre gli altri cercavano prestazione immediata e riferimenti veloci, Márquez 93 ha iniziato a costruire il suo weekend giro dopo giro, insistendo sulla gomma media posteriore, una scelta apparentemente controcorrente che gli avrebbe permesso di capire fino in fondo il comportamento della moto, il degrado della gomma e soprattutto il modo migliore per gestire una condizione fisica che lui stesso continua a considerare ancora lontana dalla perfezione, nel pomeriggio, mentre molti cercavano il tempo con pneumatici morbidi nuovi, lui è riuscito a segnare un impressionante 1'37"907 utilizzando medie strausate, un dettaglio che racconta perfettamente come ragiona il nove volte campione del mondo, quando arrivò il momento di decidere la strategia per la gara, Marc Márquez volle seguire il proprio istinto, avevo scelto la gomma posteriore media e pensavo di aver sbagliato, perché tutti in Ducati, compreso Gigi Dall'Igna, mi spingevano a usare la morbida, anche per facilitarmi la guida nelle mie attuali condizioni fisiche, ma ho scelto di seguire il mio istinto, il team mi ha dato fiducia e ho deciso per la media, questa frase che racconta molto più di una semplice scelta tecnica, racconta un rapporto, perché nelle squadre vincenti la fiducia non è un concetto astratto, è la capacità di affidarsi alle persone giuste nel momento in cui conta davvero, Ducati avrebbe potuto imporre una strada diversa, avrebbe potuto affidarsi ai dati, alle simulazioni, alle valutazioni più prudenti, invece ha scelto di ascoltare il proprio leader, e il proprio leader li ha ripagati, quando Pedro Acosta lo ha superato nelle prime fasi di gara, sarebbe stato facile pensare di aver commesso un errore, Marc Márquez, invece, è rimasto calmo, fedele alla sua pre lettura della gara, all'inizio non riuscivo a stargli dietro, ma ho deciso di avere pazienza e ho avuto ragione, la pazienza, una qualità rarissima per un pilota che ha costruito la propria leggenda sfidando continuamente il proprio limite, eppure il Marc Márquez di oggi sembra ancora più pericoloso di quello che il mondo ha imparato a conoscere negli anni passati, perché all'aggressività ha aggiunto la gestione, alla velocità ha aggiunto la lucidità, al talento ha aggiunto l'esperienza, forse oggi qualcuno inizierà a leggere con occhi diversi anche la grande stagione 2025 di Marc Márquez, per mesi c'è stato chi si è concentrato sulle sue prequalifiche e qualifiche non sempre dominanti, su quei venerdì apparentemente anonimi interpretandoli come segnali di difficoltà, mentre lui continuava a ripetere una frase che allora sembrava quasi provocatoria, mi basta partire in seconda fila, in realtà, mentre molti guardavano il cronometro, lui stava già costruendo le sue vittorie, per questo le parole di Marco Rigamonti, pronunciate a campionato concluso, fanno ancora impressione, dai dati, Marc avrà spinto davvero sì e no in tre occasioni durante la stagione, una frase assurda letta oggi, se si pensa che quel mondiale lui lo vinse a settembre, forse è anche così che si spiegano quelle vittorie che, osservate superficialmente, sembravano normali, a Mandalika e a Berno, dove Ducati sbagliò le pressioni, Marc Márquez dovette adattare la propria gara per salvare il risultato, inoltre Berno mancava dal mondiale dal 2020 e si presentava con un asfalto completamente nuovo, poi è arrivato il Balaton Park, altra pista sulla quale nessuno aveva mai corso e dove nessuno disponeva di dati storici, situazioni diverse, un denominatore comune, quando mancavano le certezze, Márquez trovava le risposte, più che essere portato alla vittoria dalla Ducati, spesso è stato lui a portare la Ducati alla vittoria, non sorprendono allora le parole di Gigi Dall'Igna, l'uomo che ha trasformato Ducati nella forza dominante della Moto Gp non è solito distribuire complimenti con leggerezza e, nel suo commento del martedì su LinkedIn, ha scritto, Marc Márquez ha dominato un weekend perfetto, fantastico, conquistando pole position, Sprint, Gran Premio e anche il giro più veloce, un traguardo che ha un sapore ancora più speciale perché arriva in un fine settimana che certifica il ritorno del campione inesauribile che tutti conosciamo, è stato un weekend in cui Marc ha mostrato in modo netto e inequivocabile un passo che nessuno è riuscito a eguagliare, ecco, non si tratta soltanto della sua velocità, e Gigi lo spiega meglio quando racconta ciò che ha reso possibile quel dominio, soprattutto nel Gran Premio, ha gestito la gara quasi alla perfezione, scegliendo con precisione i tempi e i modi degli attacchi, non ha forzato nelle fasi iniziali, ha aspettato che la gomma posteriore media raggiungesse la temperatura ideale e poi ha fatto la differenza nella seconda parte di gara, con lucidità, determinazione e il suo immenso talento, all'interno di un duello mozzafiato in cui aveva tutto da perdere, lucidità, determinazione e talento, non sono parole casuali, sono le qualità che Dall'Igna individua nel proprio pilota e che, gara dopo gara, hanno contribuito a costruire quel rapporto di fiducia assoluta che oggi lega Ducati a Marc Márquez, anche le parole di Davide Tardozzi vanno nella stessa direzione, in Ducati nessuno sembra particolarmente impressionato dai 72 punti di ritardo in classifica, perché chi è abituato a vincere sa che un mondiale si giudica alla fine e non a metà stagione, è una mentalità che emerge chiaramente dalle sue dichiarazioni e che racconta bene la differenza tra chi sta inseguendo un sogno e chi, da anni, sa come trasformarlo in realtà, è chiaro che siamo abbastanza consapevoli di come sono le gare e i campionati, ventidue gare, può succedere di tutto, siamo partiti con un po' di sfortuna, un po' di problemi, gli avversari sono stati più competitivi all'inizio, però sappiamo anche aspettare, sappiamo che il momento giusto arriva, di fatto, dominare così, pole position, vittoria e record della pista sabato, vittoria e record della pista domenica, devo essere sincero, non me lo aspettavo, questo è il motivo per cui amiamo Marc Márquez 93, perché non finisce mai di stupirci, per questo col senno di poi quelle parole pronunciate nel parco chiuso da Marc assumono un significato potente, vi avevo detto che ci voleva la media “Tranquilli” raccontano il rapporto che si è creato tra Ducati e il proprio leader, un rapporto costruito sulla fiducia, sulla credibilità e sulla certezza che, quando arriva il momento delle scelte difficili, Marc Márquez vede spesso la strada giusta prima degli altri, ed per questo che a Borgo Panigale nessuno sembra disposto a considerare chiusa questa stagione, perché i punti si recuperano, le classifiche cambiano, le gare passano, ma la fiducia no, quella resta, e Ducati continua ad averne una enorme fiducia nel proprio numero 93, naturalmente noi continueremo a leggere le solite frasi, vince perché ha la moto migliore, non sviluppa la moto, ha distrutto Honda e distruggerà anche Ducati, del resto è il destino di tutti i grandi campioni, perché la grandezza ha un difetto, costringe tutti a prenderne atto, alcuni la ammirano, altri la combattono, altri cercano disperatamente di sminuirla, a volte per tifo, a volte per frustrazione, molto spesso per invidia, questo articolo però non l’ho scritto per convincere chi ha già deciso cosa pensare, ma per chi ama davvero questo sport e vuole capire cosa c'è dietro questi successi, perché si può tifare per chiunque, ma riconoscere la grandezza di un campione dovrebbe essere la base di ogni passione autentica, nostro Marc Márquez 93, oggi come ieri, continua a scrivere la storia di questo sport, ragazzi perdonatemi non vorrei essere ripetitivo, però il nostro pilota preferito Marc Márquez 93 è il pilota più forte e grande di tutti i tempi, senza se e senza ma, è semplicemente il migliore, il nostro caro MARC

11/06/2026

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ La classe non è acqua, è il nostro Super Marc Márquez 93 ne ha da vendere Ⓜ️⭕️Ⓜ️

10/06/2026

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ 𝐌𝐚𝐫𝐜 𝐌𝐚̀𝐫𝐪𝐮𝐞𝐳 𝟗𝟑 𝐢𝐥 𝐑𝐞 Ⓜ️⭕️Ⓜ️

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ “Ragazzi” amici appassionati dellaMoto Gp, è del nostro pilota preferito, ecco Marc Márquez 93, aveva appena tolt...
10/06/2026

Ⓜ️⭕️Ⓜ️ “Ragazzi” amici appassionati della
Moto Gp, è del nostro pilota preferito, ecco Marc Márquez 93, aveva appena tolto il casco quando pronunciò questa frase, attorno a lui c'erano meccanici che si abbracciavano, ingegneri che festeggiavano, uomini che avevano appena vissuto un'altra domenica perfetta, eppure la frase che scelse in quell'istante di felicità fu una rassicurazione “Tranquilli” come se il risultato fosse arrivato esattamente dove lui sapeva che sarebbe arrivato, come se quella gara l'avesse già vista molte ore prima, in fondo è proprio questo che rende Marc Márquez diverso dagli altri, la sua velocità la vedono tutti, i sorpassi li vedono tutti, le vittorie le vedono tutti, quello che spesso sfugge è la sua capacità di leggere una situazione prima degli altri, di immaginare una gara quando ancora nessuno sa come si svilupperà, al Balaton Park la differenza è nata molto prima della domenica, è nata il venerdì mattina, mentre gli altri cercavano prestazione immediata e riferimenti veloci, Márquez 93 ha iniziato a costruire il suo weekend giro dopo giro, insistendo sulla gomma media posteriore, una scelta apparentemente controcorrente che gli avrebbe permesso di capire fino in fondo il comportamento della moto, il degrado della gomma e soprattutto il modo migliore per gestire una condizione fisica che lui stesso continua a considerare ancora lontana dalla perfezione, nel pomeriggio, mentre molti cercavano il tempo con pneumatici morbidi nuovi, lui è riuscito a segnare un impressionante 1'37"907 utilizzando medie strausate, un dettaglio che racconta perfettamente come ragiona il nove volte campione del mondo, quando arrivò il momento di decidere la strategia per la gara, Marc Márquez volle seguire il proprio istinto, avevo scelto la gomma posteriore media e pensavo di aver sbagliato, perché tutti in Ducati, compreso Gigi Dall'Igna, mi spingevano a usare la morbida, anche per facilitarmi la guida nelle mie attuali condizioni fisiche, ma ho scelto di seguire il mio istinto, il team mi ha dato fiducia e ho deciso per la media, questa frase che racconta molto più di una semplice scelta tecnica, racconta un rapporto, perché nelle squadre vincenti la fiducia non è un concetto astratto, è la capacità di affidarsi alle persone giuste nel momento in cui conta davvero, Ducati avrebbe potuto imporre una strada diversa, avrebbe potuto affidarsi ai dati, alle simulazioni, alle valutazioni più prudenti, invece ha scelto di ascoltare il proprio leader, e il proprio leader li ha ripagati, quando Pedro Acosta lo ha superato nelle prime fasi di gara, sarebbe stato facile pensare di aver commesso un errore, Marc Márquez, invece, è rimasto calmo, fedele alla sua pre lettura della gara, all'inizio non riuscivo a stargli dietro, ma ho deciso di avere pazienza e ho avuto ragione, la pazienza, una qualità rarissima per un pilota che ha costruito la propria leggenda sfidando continuamente il proprio limite, eppure il Marc Márquez di oggi sembra ancora più pericoloso di quello che il mondo ha imparato a conoscere negli anni passati, perché all'aggressività ha aggiunto la gestione, alla velocità ha aggiunto la lucidità, al talento ha aggiunto l'esperienza, forse oggi qualcuno inizierà a leggere con occhi diversi anche la grande stagione 2025 di Marc Márquez, per mesi c'è stato chi si è concentrato sulle sue prequalifiche e qualifiche non sempre dominanti, su quei venerdì apparentemente anonimi interpretandoli come segnali di difficoltà, mentre lui continuava a ripetere una frase che allora sembrava quasi provocatoria, mi basta partire in seconda fila, in realtà, mentre molti guardavano il cronometro, lui stava già costruendo le sue vittorie, per questo le parole di Marco Rigamonti, pronunciate a campionato concluso, fanno ancora impressione, dai dati, Marc avrà spinto davvero sì e no in tre occasioni durante la stagione, una frase assurda letta oggi, se si pensa che quel mondiale lui lo vinse a settembre, forse è anche così che si spiegano quelle vittorie che, osservate superficialmente, sembravano normali, a Mandalika e a Berno, dove Ducati sbagliò le pressioni, Marc Márquez dovette adattare la propria gara per salvare il risultato, inoltre Berno mancava dal mondiale dal 2020 e si presentava con un asfalto completamente nuovo, poi è arrivato il Balaton Park, altra pista sulla quale nessuno aveva mai corso e dove nessuno disponeva di dati storici, situazioni diverse, un denominatore comune, quando mancavano le certezze, Márquez trovava le risposte, più che essere portato alla vittoria dalla Ducati, spesso è stato lui a portare la Ducati alla vittoria, non sorprendono allora le parole di Gigi Dall'Igna, l'uomo che ha trasformato Ducati nella forza dominante della Moto Gp non è solito distribuire complimenti con leggerezza e, nel suo commento del martedì su LinkedIn, ha scritto, Marc Márquez ha dominato un weekend perfetto, fantastico, conquistando pole position, Sprint, Gran Premio e anche il giro più veloce, un traguardo che ha un sapore ancora più speciale perché arriva in un fine settimana che certifica il ritorno del campione inesauribile che tutti conosciamo, è stato un weekend in cui Marc ha mostrato in modo netto e inequivocabile un passo che nessuno è riuscito a eguagliare, ecco, non si tratta soltanto della sua velocità, e Gigi lo spiega meglio quando racconta ciò che ha reso possibile quel dominio, soprattutto nel Gran Premio, ha gestito la gara quasi alla perfezione, scegliendo con precisione i tempi e i modi degli attacchi, non ha forzato nelle fasi iniziali, ha aspettato che la gomma posteriore media raggiungesse la temperatura ideale e poi ha fatto la differenza nella seconda parte di gara, con lucidità, determinazione e il suo immenso talento, all'interno di un duello mozzafiato in cui aveva tutto da perdere, lucidità, determinazione e talento, non sono parole casuali, sono le qualità che Dall'Igna individua nel proprio pilota e che, gara dopo gara, hanno contribuito a costruire quel rapporto di fiducia assoluta che oggi lega Ducati a Marc Márquez, anche le parole di Davide Tardozzi vanno nella stessa direzione, in Ducati nessuno sembra particolarmente impressionato dai 72 punti di ritardo in classifica, perché chi è abituato a vincere sa che un mondiale si giudica alla fine e non a metà stagione, è una mentalità che emerge chiaramente dalle sue dichiarazioni e che racconta bene la differenza tra chi sta inseguendo un sogno e chi, da anni, sa come trasformarlo in realtà, è chiaro che siamo abbastanza consapevoli di come sono le gare e i campionati, ventidue gare, può succedere di tutto, siamo partiti con un po' di sfortuna, un po' di problemi, gli avversari sono stati più competitivi all'inizio, però sappiamo anche aspettare, sappiamo che il momento giusto arriva, di fatto, dominare così, pole position, vittoria e record della pista sabato, vittoria e record della pista domenica, devo essere sincero, non me lo aspettavo, questo è il motivo per cui amiamo Marc Márquez 93, perché non finisce mai di stupirci, per questo col senno di poi quelle parole pronunciate nel parco chiuso da Marc assumono un significato potente, vi avevo detto che ci voleva la media “Tranquilli” raccontano il rapporto che si è creato tra Ducati e il proprio leader, un rapporto costruito sulla fiducia, sulla credibilità e sulla certezza che, quando arriva il momento delle scelte difficili, Marc Márquez vede spesso la strada giusta prima degli altri, ed per questo che a Borgo Panigale nessuno sembra disposto a considerare chiusa questa stagione, perché i punti si recuperano, le classifiche cambiano, le gare passano, ma la fiducia no, quella resta, e Ducati continua ad averne una enorme fiducia nel proprio numero 93, naturalmente noi continueremo a leggere le solite frasi, vince perché ha la moto migliore, non sviluppa la moto, ha distrutto Honda e distruggerà anche Ducati, del resto è il destino di tutti i grandi campioni, perché la grandezza ha un difetto, costringe tutti a prenderne atto, alcuni la ammirano, altri la combattono, altri cercano disperatamente di sminuirla, a volte per tifo, a volte per frustrazione, molto spesso per invidia, questo articolo però non l’ho scritto per convincere chi ha già deciso cosa pensare, ma per chi ama davvero questo sport e vuole capire cosa c'è dietro questi successi, perché si può tifare per chiunque, ma riconoscere la grandezza di un campione dovrebbe essere la base di ogni passione autentica, nostro Marc Márquez 93, oggi come ieri, continua a scrivere la storia di questo sport, ragazzi perdonatemi non vorrei essere ripetitivo, però il nostro pilota preferito Marc Márquez 93 è il pilota più forte e grande di tutti i tempi, senza se e senza ma, è semplicemente il migliore, il nostro caro pilota •

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