10/12/2017
Nell'ultimo numero di Kustom World faccio il punto sul del nostro settore dopo Eicma (Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori) avvenuta di recente a . Leggete l'articolo e ditemi che ne pensate!
MOTORCYCLE DESIGN: DAL RUMORE AL SILENZIO
Ritengo importante fare il punto sullo stato dell’arte del design dopo l’Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori svoltasi recentemente a Milano. Capire come si sta orientando il design di questo prodotto cercando di intuire quelli che potrebbero essere gli sviluppi futuri dei vari settori è essenziale per operare coerentemente in questo ambito. La prima sensazione che ho avuto è la mancanza di “contemporaneità” e cioè, cercando di spiegarmi meglio, di prodotti che siano un po’ il simbolo di questo momento storico e delle evoluzioni socio-culturali in atto. Quello che ho notato principalmente sono la presenza sempre più massiccia di prodotti iconici, che evocano le moto cult degli Anni 50, Triumph e Harley Davidson, e le atmosfere di quel tempo ispirate al film Il Selvaggio con Marlon Brando, e a seguire Norton, Guzzi V7, Scrambler Ducati, Moto Morini… Anche molti dei prodotti più recenti o addirittura nuovi s’ispirano agli stilemi di un passato più o meno noto e sfavillante ma probabilmente più sicuro di un presente molto etereo. Così rivediamo il Caballero della Fantic Motor, la Vespa, la Lambretta, il Leoncino Benelli e addirittura il Mondial completamente nuovo e accessoriato di tutto punto. Cosa significhi ciò è sicuramente un tema da approfondire, ma a prima vista sembra che le idee scarseggino e, come ho accennato sopra, si provi una sorta di paura nel muoversi in direzioni nuove, probabilmente più affascinanti ma decisamente più rischiose da un punto di vista di accettabilità. Potrebbe anche essere un problema di pubblico, che si è fermato ad un certo tipo di gusto e non vuole o non riesce ad evolvere, così come potrebbe trattarsi di una platea ormai anziana e quindi orientata verso quei prodotti che riportano alla gioventù e al senso di libertà che provavamo a quell’età… Non so, però percepisco un senso di stagnazione su dei modelli visti e rivisti, rielaborati più volte dove cambia tutto e niente… quasi come nella politica, chissà come mai! Queste moto sono comunque belle, curate nei dettagli, ben rifinite… ma non le sento contemporanee. Anche le enduro, sebbene molto evolute, si rifanno comunque a delle icone del passato che hanno primeggiato nelle gare sulla sabbia dei deserti: BMW GS, Honda Africa Twin, Yamaha Tenerè… Da questo panorama emergono le moto più prestazionali, vicine alle moto da Gran Premio, come Ducati con la Panigale, Kawasaki, Suzuki, Honda e Aprilia che ovviamente ricalcano le sorelle utilizzate in Superbike, e alcune naked di alte prestazioni con un’impronta sempre abbastanza classica ma con un carattere più moderno come la Honda CB1000R e il KTM Duke. L’unica moto che ho sempre giudicato come “espressione di contemporaneità” da quando è apparsa è stata l’Husqvarna nei suoi diversi modelli di naked presentati adesso in veste definitiva, dopo aver ammirato i relativi prototipi per un paio d’anni. Oserei dire che rispetto ai prototipi le moto di produzione sono un po’ più goffe e meno slanciate però comunque sempre molto interessanti da un punto di vista di stile, dove il design è dappertutto, tutto è stato pensato e disegnato nei minimi dettagli, senza improvvisazione alcuna. Un altro aspetto su cui vorrei soffermarmi è il mondo custom, messo un po’ da parte quasi come un parente povero. Quello che ho notato nel corso degli ultimi anni è la spinta enorme delle Case produttrici in questa direzione, che all’inizio ha fatto decollare il settore con un numero incalcolabile di preparatori che hanno portato le loro idee sulle moto più chic; poi però le aziende hanno fatto propri i modelli con potenziale di successo più elevato e li hanno portati nella produzione di serie, magari rendendoli meno polarizzanti, ma comunque utilizzando le idee dei vari preparatori e in un certo qual modo sostituendosi a loro, producendo quindi direttamente il prodotto custom indirizzato ad utenze con gusti diversi o proponendo kit omologati che vengono montati in concessionaria a costi decisamente molto elevati. Le omologazioni sono state effettivamente nei ultimi anni un grosso freno allo sviluppo del custom, la moto modificata artigianalmente difficilmente sarà omologabile, viste le restrizioni più recenti, mentre il prodotto custom seriale con o senza accessori sarà sicuramente in regola con le normative e manterrà il suo valore anche in caso di vendita. Nel panorama custom si distingue sicuramente Harley-Davidson con dei prodotti classici ma sicuramente molto curati e gradevoli, introducendo la nuova Sport Glide con il nuovo telaio Softail rivisto.
Anche Indian sta crescendo molto con prodotti validi e interessanti special da dirt track. Una new entry significativa per la notorietà del personaggio è la Arch di Keanu Reeves, famoso attore e s*x symbol; moto semi-artigianali in serie limitata dal costo molto elevato e con il meglio della componentistica, forse però eccessivamente ridondanti per lo scenario italiano ed europeo attuale. Un tema decisamente interessante è la crescita notevole delle moto con propulsione elettrica. Da Energica agli scooter elettrici, ai francesi di Essence lo sviluppo è evidente e ben visibile, e la crescita è confermata dai produttori che hanno mosso i primi passi un paio di anni fa. L’elettrico è sicuramente una realtà importante per la mobilità del futuro e viene letto con forte interesse anche dalle generazioni più giovani. Forse la ricetta potrebbe emergere dalla combinazione della cultura di un passato ancora molto presente con l’evoluzione che stiamo già vivendo, per un futuro diverso che faccia uso delle nuove tecnologie e rispettoso dell’ambiente nel quale viviamo. Riprenderemo a breve questa tematica che ritengo di fondamentale interesse per tutti coloro che amano le due ruote.