15/10/2026
Dopo i monopattini, ora tocca alle e-bike.
In Italia oggi circolano circa 1,8 milioni di bici elettriche, il 50% in più rispetto a 5 anni fa. La crescita è avvenuta anche grazie agli incentivi e alla voglia di mobilità sostenibile, a cui si aggiungono i rider che hanno sostituito le bici tradizionali con quelle elettriche per le consegne.
Con il boom delle e-bike si sono diffuse rapidamente anche le bici truccate, cioè modificate dopo l’acquisto per andare più veloci.
I controlli fatti nell’ultimo anno dalle forze dell’ordine parlano chiaro: in alcune città italiane, 8 e-bike su 10 tra quelle verificate sono risultate irregolari.
Secondo il Codice della Strada, una bici a pedalata assistita in regola deve avere:
- un motore elettrico con potenza massima di 0,25 kW (0,5 kW se usata per il trasporto merci)
- un’assistenza che si riduce progressivamente e si interrompe del tutto a 25 km/h, o prima se il ciclista smette di pedalare
Se non rispetta anche solo uno di questi requisiti, la bici non è più considerata una bici, ma un ciclomotore. E quindi servono immatricolazione, targa, casco e assicurazione, esattamente come per un motorino.
Ed è qui che entrano in gioco i bicivelox: pedane con dei rulli su cui viene posizionata la bici, che misurano la potenza del motore e la velocità raggiunta. Se il mezzo risulta fuorilegge, secondo la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) possono arrivare multe da €5 mila a 15 mila e il sequestro della bici.
Insomma, per chi ha “sbloccato” la propria e-bike, il conto rischia di essere molto più salato del previsto...