14/07/2023
Le nuove tecnologie sempre più presenti soprattutto qui al sud.
Da tempo si sottolinea quanto sia necessaria un'infrastruttura di ricarica adeguata per promuovere la mobilità elettrica e, al contempo, si accusa l'Italia di essere in ritardo, quantomeno rispetto agli altri Paesi europei. Tuttavia, l'ultimo monitoraggio trimestrale di Motus-E dimostra come anche il Belpaese si sia messo a correre per dotarsi un'adeguata rete di colonnine lungo le strade di tutto il territorio nazionale, anche nel Mezzogiorno.
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I dati. L'analisi parte, innanzitutto, dai dispositivi domestici, cresciuti di ben otto volte in soli due anni grazie anche agli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici: le prese hanno superato quota 400 mila (304 mila installazioni legate ai bonus edilizi), nonostante non siano ancora disponibili gli incentivi a favore di privati e condomìni (mancano ancora i decreti attuativi). Quanto alle colonnine pubbliche, il secondo trimestre ha visto la messa a terra di 4.037 nuovi punti, che portano il totale sul territorio a 45.210. Nel primo semestre sono stati installati 8.438 stalli, contro i 4.680 dello stesso periodo del 2022 (+80%). A livello geografico, Motus-E sottolinea il continuo recupero del Mezzogiorno: Sud e Isole sono arrivati al 23% del totale, superando il Centro (21%) e "rosicchiando un altro punto percentuale sul Nord Italia (56%)". Tra le Regioni continua a primeggiare la Lombardia (7.657 punti di ricarica), davanti a Piemonte (4.514), Veneto (4.420), Lazio (4.351) ed Emilia-Romagna (3.966). A crescere più di tutti è anche questo trimestre la Campania (+54% rispetto al primo trimestre dell’anno), che ha fatto meglio di Lombardia (+15%), Liguria (+11%), Lazio (+8%) e Sicilia (+7%).
In autostrada va molto meglio. Infine, un passaggio sul tema delle autostrade: al 30 giugno, si contano 657 punti, il 422% in più rispetto a un anno fa. Attualmente, si trovano in 121 delle 476 aree di servizio totali e per il 77% hanno una potenza superiore a 43 kW (il 58% supera i 150 kW). Per l'associazione, però, rimane ancora un grande ostacolo: "I passi avanti compiuti sulla grande viabilità riflettono il grande impegno degli operatori coinvolti, che continua purtroppo a scontrarsi con l’immobilismo di tutti quei concessionari autostradali che nonostante un obbligo di legge - in vigore dalla fine del 2020 - continuano a non bandire le gare per installare le colonnine nelle aree di servizio", afferma il segretario generale Francesco Naso.
Il Pnrr. A ogni modo, per Naso "i notevoli passi avanti registrati dai punti di ricarica privati e a uso pubblico indicano che l’Italia si sta infrastrutturando in modo particolarmente virtuoso". Tuttavia, è ora necessario "mettere a terra tutti i fondi che il Pnrr ha destinato alle colonnine di ricarica. La prima gara, come noto, ha presentato una serie di criticità, soprattutto sul segmento extraurbano. Con interventi mirati sui relativi decreti, però, confidiamo che gli operatori potranno partecipare massivamente, raggiungendo i target di infrastrutturazione prestabiliti ed evitando una dispersione di risorse molto preziose per il nostro Paese".