04/12/2025
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L'intervista • Credito
Il futuro del credito alle pmi italiane
Dal ruolo dei Confidi alle mosse dei decisori politici: il punto di Finpromoter. Ferré: “indirizzare meglio le risorse verso chi ne ha davvero bisogno”. Al via il nuovo sito istituzionale.
2 dicembre 2025
Finpromoter ha compiuto un passo davvero significativo con il lancio del nuovo sito istituzionale. Non si tratta semplicemente di un restyling grafico o di un aggiornamento tecnico: il progetto nasce con l’obiettivo di offrire una piattaforma più moderna e performante, ma soprattutto più sostenibile, più accessibile e realmente pensata intorno alle esigenze delle PMI, che ogni giorno generano valore e contribuiscono alla crescita del nostro territorio. La tecnologia, pur essendo solida e avanzata, rimane volutamente dietro le quinte, per lasciare spazio a ciò che conta davvero: le persone, la loro esperienza e la qualità della consulenza che Finpromoter offre ai propri clienti. Il risultato è uno strumento digitale che non solo riflette l’identità dell’azienda, ma ne amplifica la capacità di supportare imprese che vogliono investire, innovare e affrontare con competenza le sfide del mercato.
Dal ruolo dei Confidi alle mosse dei policy maker: il punto di Finpromoter
“Trattare le micro, piccole e medie imprese come un insieme indistinto non aiuta a comprendere davvero ciò che sta accadendo e non favorisce la crescita dimensionale delle imprese italiane”. Con queste parole Paolo Ferrè, presidente di Finpromoter e di Innexta, ente camerale che ha organizzato l’evento, ha aperto il 20 novembre scorso a Milano “Finance Day Italia 2025”. Un invito chiaro a ripensare il modo in cui raccogliamo i dati e costruiamo le politiche di sostegno al credito come nel caso del Fondo di Garanzia.
Nel corso della giornata il professor Giancarlo Guidi (Politecnico di Milano) ha presentato l’ottava edizione del Quaderno di ricerca “La finanza alternativa per le PMI in Italia”: i numeri mostrano un lieve miglioramento, ma la distanza rispetto ai 300 miliardi di euro di credito bancario spariti dal 2008 resta enorme. E la tendenza si aggrava per le micro e piccole imprese: il credito a queste imprese si è ridotto da 170 miliardi nel 2009 a poco più di 90 miliardi nel 2025.
Cosa potrebbe invertire la riduzione del credito alle pmi, presidente Ferrè?
“Prima di tutto, è importante distinguere all’interno dell’eterogeneo mondo delle micro, piccole e medie imprese. Le medie imprese, con fatturati importanti nel panorama italiano e con fino a 499 dipendenti, hanno accesso al credito bancario a condizioni interessanti e hanno anche la possibilità di rivolgersi alla finanza alternativa: minibond, fondi di direct lending, quotazione sui mercati dedicati. Le micro e piccole imprese hanno invece bisogno di più credito bancario. Può sicuramente aiutare lo sviluppo delle fintech specializzate come Banca AideXa o Endeka SGR, e anche Finpromoter che ormai si posiziona chiaramente come strumento complementare alle banche tradizionali. Ma non possiamo pretendere che attività micro si rivolgano massivamente a piattaforme di crowdfunding o guardino strutturalmente all’emissione di minibond come strumento di accesso ai mercati dei capitali”.
E cosa suggerirebbe ai decisori politici per cogliere queste differenze tra micro, piccole e medie imprese?
“ll Fondo di Garanzia è stato uno strumento molto efficace per contrastare i rischi associati a fenomeni molto incisivi come la crisi del sub-prime del 2009 e quella del Covid 2019. Oggi, comprendendo le esigenze di contenimento della spesa pubblica, è necessario indirizzare meglio le risorse verso chi ne ha davvero bisogno. Parliamo di imprese sane, ma meno ‘leggibili’ dagli operatori specializzati: ditte individuali e società che non depositano bilanci o li depositano in forma semplificata. Qui l’asimmetria informativa è forte, e la garanzia pubblica è fondamentale. Una strada utile potrebbe essere quella di tornare alla configurazione pre-Covid del Fondo di Garanzia, introducendo correttivi mirati per micro e piccole imprese con profili di rischio più elevati secondo gli algoritmi di scoring. Parallelamente si dovrebbero rafforzare gli strumenti a già disponibili per le garanzie di portafoglio”.
Direttore generale Pierpaolo Ciuoffo, qual è il ruolo di realtà associative come Finpromoter?
“In questo momento di mercato, il credito diretto erogato da operatori specializzati come Finpromoter è un complemento essenziale al credito bancario tradizionale. Le banche godono di un vantaggio competitivo enorme grazie alla raccolta da privati a costo prossimo allo zero, e questo permette loro di applicare tassi più bassi. Ma noi come Finpromoter possiamo fare ciò che spesso una banca non riesce a fare allo stesso modo: semplificare la burocrazia, accorciare i tempi e restare vicini all’imprenditore. Un esempio? Un imprenditore del settore gelati doveva ampliare il laboratorio per cogliere l’opportunità di una domanda in crescita durante la stagione estiva. La banca avrebbe rivalutato i fidi solo dopo l’approvazione del bilancio (marzo). Sarebbe stato troppo tardi. Noi abbiamo erogato il capitale in tempo utile, permettendogli di crescere. In casi come questi, il differenziale di tasso conta meno dell’opportunità che l’impresa rischiava di perdere”.
Cosa chiederebbe ai policy maker per rendere tutto questo più efficace?
“Le regioni dispongono di risorse europee importanti. Quando queste arrivano spesso alle imprese, ad esempio sotto forma di contributi in conto capitale o conto interessi, l’effetto è estremamente positivo. In alcuni territori si è visto che, se il costo dei finanziamenti alternativi viene parzialmente neutralizzato, il mercato diventa più competitivo e anche le banche sono incentivate a destinare più credito alle micro e piccole imprese”.
Concretamente, cosa offre Finpromoter alle imprese del sistema Confcommercio?
“Oggi Finpromoter mette a disposizione:
Finanziamenti fino a 250.000 euro e 5 anni, per investimenti e liquidità;
Strumenti per la supply chain finance, dedicati al B2B;
Accordi con fintech italiane e banche per operazioni fino a 1,5 milioni;
Un nuovo sito web finpromoter.it che rispecchia il nostro modello di business rinnovato: semplice, veloce, diretto e costruito attorno alle esigenze reali delle imprese.
Siamo convinti che le pmi abbiano bisogno di soluzioni più rapide e più chiare. E di una consulenza che le accompagni per tutto il percorso, non solo al momento della richiesta”.