29/06/2014
Di Dora Millaci
Donne in prima linea: Valentina Pitzalis e il coraggio di raccontarsi
Sono di questi giorni gli ultimi casi di violenze sulle donne. Orribili, assurde crudeltà sfociate fino all'omicidio.
Per quanto in televisione si continua a parlarne, forse non è abbastanza, perché le vittime intimorite da quello che può loro accadere, tacciono davanti alla realtà, talvolta negandola.
La conclusione di questi amori malati termina in raptus, in follie irrefrenabili.
L'unica vera via d'uscita al contrario è parlare, prima che sia troppo tardi.
Per questo motivo Valentina Pitzalis ha deciso di raccontare la sua terribile storia di non amore e lo ha fatto nel libro dal titolo emblematico: “Nessuno può toglierti il sorriso” ed. Mondadori, il cui ricavato è servito e servirà ancora, per pagare le cure mediche a cui deve sottoporsi.
Una storia d'amore e di violenza, ma anche di coraggio e di speranza, racchiusa in 124 pagine intense. La testimonianza forte di una donna che nonostante la violenza subita, ha deciso di lottare e di farlo col sorriso.
Era il 17 aprile 2011 il giorno in cui il marito l'ha cosparsa di cherosene e le ha dato fuoco.
Lui è morto nel rogo. Lei purtroppo, ha subito l’amputazione della mano sinistra e parte del braccio, ed ha quasi perso anche il destro.
Le fiamme hanno completamente sfigurato il suo viso mentre il corpo è devastato dalle continue asportazioni di tessuti per cercare di ricostruirlo.
Valentina era convinta di quell'uomo e del loro amore, tanto da sposarlo dopo soli tre mesi di fidanzamento. La sua vera natura si è rivelata però, quasi subito: una persona che faceva uso di droghe, geloso e paranoico.
Sono iniziate le violenze psicologiche, gli isolamenti dagli amici e dalla famiglia. Come la maggior parte delle donne, pensava che l'amore avrebbe risolto ogni cosa ed ha tentato fino all'ultimo di risanare il loro rapporto. Tutta inutile la fatica, la sua dedizione, l'abnegazione verso quello che sarà il suo carnefice.
Quel mostro l'ha bruciata viva e per lunghi venti minuti Valentina ha lottato contro la morte. Miracolosamente si è salvata, ma indicibili sono le sue sofferenze, nei mesi, negli anni a seguire nelle stanze di un ospedale.
Ancora oggi a distanza di così tanto tempo, dopo aver effettuato più di venti operazioni, il suo cammino di recupero ancora non è terminato.
Valentina non si è chiusa nel suo dolore, non si nascosta al mondo, ma ha deciso di portare allo scoperto la sua testimonianza, affinché altre donne possano trovare il coraggio e la forza di uscire allo scoperto, prima che sia troppo tardi.
Per questo motivo presenta il suo libro e la sua storia in modo particolare nelle scuole, nel mondo delle giovanissime perché non si lascino circuire, ma comprendano che la loro vita e la loro libertà, è più importante di ogni amore malato.