04/01/2026
IL MUGNAIO, SUO FIGLIO E L’ASINO
(Jean de La Fontaine)
C’era una volta un vecchio mugnaio che, insieme a suo figlio dodicenne, decise di andare a vendere il proprio asino al mercato della fiera. Per non stancare la povera bestia e farla apparire bella e riposata ai compratori, padre e figlio legarono le zampe dell'asino a una pertica e iniziarono a portarlo a spalla come se fosse un tesoro.
La prima persona che incontrarono scoppiò a ridere: «Guardate che matti! Chi è la vera bestia tra i tre? Quelli che portano l'asino o l'asino stesso?».
Il mugnaio, vergognandosi, slegò l'animale e ordinò al figlio di salirvi in groppa, mentre lui avrebbe proseguito a piedi.
Poco dopo, incrociarono tre mercanti che iniziarono a sgridare il ragazzo: «Ehi, giovanotto senza cuore! Tu te ne stai lì come un re, mentre il tuo vecchio padre fatica nel fango? Scendi subito!». Il mugnaio, per far tacere le critiche, fece scendere il figlio e salì lui stesso sulla sella.
Ma non era finita. Passarono tre ragazze e una di loro esclamò: «Che vergogna! Quel vecchio egoista sta lì comodo, mentre il povero ragazzo, stanco morto, deve corrergli dietro a piedi!». Il mugnaio, sospirando, decise allora di far salire anche il figlio dietro di sé: ora viaggiavano in due sulla povera bestia.
Arrivati quasi alla meta, un passante li fermò indignato: «Siete dei barbari! Volete uccidere quel povero animale caricandolo così tanto? Guardate com'è stremato! Meritereste voi di portare lui!».
Il mugnaio, ormai fuori di sé dal desiderio di accontentare tutti, decise di fare l'ultima, assurda prova: scesero entrambi e cercarono di portare l'asino a spalla di nuovo. Ma mentre attraversavano un ponte, la gente che assisteva alla scena iniziò a urlare e sghignazzare così forte che l'asino, spaventato e confuso, iniziò a scalciare furiosamente. I legacci si ruppero e la povera bestia cadde nel fiume sottostante, annegando.
Il povero mugnaio rimase solo sulla riva: senza asino, senza soldi e deriso da tutti. Allora si voltò verso il figlio e disse: «Siamo stati degli sciocchi. Cercando di compiacere il mondo intero, abbiamo perso ciò che avevamo e non abbiamo accontentato nessuno».
La morale di La Fontaine
Nella sua opera originale, La Fontaine introduce la favola con una riflessione personale: egli stesso stava cercando di scrivere poesie per piacere a tutti, ma si rese conto che era un'impresa vana.
La sua conclusione è netta: "Non ascoltate nessuno, seguite la vostra strada. Chiunque voi siate, qualunque cosa facciate, ci sarà sempre qualcuno pronto a dire la sua."