26/09/2026
L’ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI CUNEO E’ FIRMATARIO DI UNA MOZIONE AL 70° CONGRESSO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI
Ieri si è concluso il 70° Congresso Nazionale degli Ingegneri svoltosi in Trieste nei giorni scorsi.
Il Presidente del CNI Angelo Domenico Perrini ha richiamato il percorso che ha accompagnato la costruzione delle tesi congressuali, caratterizzato dal coinvolgimento dei 106 Ordini territoriali già prima dell’apertura dei lavori, insieme alle mozioni congressuali pervenute e sottoposte al voto.
Al centro delle tesi, la competenza e la responsabilità dell’ingegnere di fronte alle nuove frontiere tecnologiche e sociali. Dall’intelligenza artificiale ad alto rischio alla cybersecurity delle infrastrutture critiche, dalla transizione ecologica e dall’adattamento climatico fino all’ingegneria biomedica e clinica: ambiti nei quali il progresso tecnologico rende sempre più necessario un presidio professionale fondato su competenze certificate, formazione, deontologia e responsabilità.
Il documento affronta poi le condizioni necessarie per adeguare l’ordinamento professionale alle trasformazioni in corso: obbligo di iscrizione all’Albo per chi esercita la professione, articolazione dell’Albo in cinque settori salvaguardando l’unitarietà della figura dell’ingegnere, specializzazioni certificate e una nuova disciplina dell’accesso alla professione e della laurea abilitante.
Proprio in questo ambito l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo, tramite il Presidente Danilo Picca, è tornato dopo anni ad essere firmatario di una mozione congressuale proponendo una modifica al documento.
Questa mozione congressuale firmata da Cuneo insieme agli Ordini degli Ingegneri di Potenza, Avellino, Genova, Asti, Alessandria, Ancona, Monza e Brianza, Torino, Foggia, Siracusa, Belluno, Pescara, Catania, Matera, Vercelli e Salerno, ha costituito la proposta principale di modifica e quella maggiormente condivisa dai congressisti partecipanti con una grandissima accoglienza favorevole.
Il voto favorevole che ha raggiunto l’83,1%, assume così un significato che va oltre la conclusione del Congresso: definisce il mandato con cui il Consiglio Nazionale porterà queste posizioni nel confronto sulla riforma degli ordinamenti professionali e ai tavoli con le Istituzioni e il mondo universitario.