26/05/2026
Alfa Romeo GTV & Spider 916 — Il fascino sportivo degli anni ’90.
Negli anni ’90 Alfa Romeo ha firmato due delle sue opere più iconiche: la GTV e la Spider 916, disegnate da Pininfarina e lanciate tra il 1994 e il 1995. Linee grintose, anima sportiva e cuore italiano che le hanno rese simboli di una generazione.
Prodotte fino al 2005 tra Arese e San Giorgio Canavese, sono oggi tra le youngtimer più amate dagli appassionati.
Costruite in circa 80.000 esemplari, la gamma motori, ampia e raffinata, prevedeva una vasta scelta spaziando tra propulsori 4 cilindri Twin Spark e i leggendari V6 Busso:
- 1.8 Twin Spark 16V – 144 CV
- 2.0 Twin Spark 16V – da 150 a 155 CV
- 2.0 V6 Turbo – 200 CV, il compromesso perfetto tra coppia e leggerezza
- 3.0 V6 24V – 220 CV, il cuore pulsante delle versioni più amate
- 3.2 V6 24V GTA – 240/250 CV, l’apice prestazionale prima del ritiro del modello
Tutte le versioni adottavano trazione anteriore, ma con un’impostazione di telaio e sospensioni sviluppate per offrire un comportamento nettamente sportivo.
L’esperienza di guida dietro al volante della GTV o della Spider è di tipo analogico: sterzo preciso, cambio ravvicinato, baricentro basso e una risposta immediata al pedale dell’acceleratore.
La tenuta di strada è una delle grandi certezze: il retrotreno “multilink corto” garantisce un equilibrio raro per un’anteriore di quell’epoca. Il V6 Busso, poi, è la parte emozionale del progetto: un crescendo di suono e coppia che trasforma ogni tratto di strada in un esercizio di pura passione. La Spider 916, con il tetto abbassato, amplifica questa sensazione: il vento, il suono del sei cilindri e le curve diventano un rituale istintivo, meccanico, poetico.
Non sono sportive estreme, ma un'auto capace di emozionare profondamente chi sa ascoltarla.
I Pregi
- Linea inconfondibile, esempio di design italiano senza tempo
- Tenuta di strada e risposta dinamica di alto livello
- Qualità meccanica dei motori, in particolare dei V6 Busso
- Sensazione di guida coinvolgente e autentica
Difetti
- Spazio limitato (soprattutto nella GTV posteriore)
- Alcune delicatezze elettriche e finiture “fragili” col tempo
- Costi di manutenzione leggermente superiori alla media
- Bagagliaio ridotto, specialmente nella Spider.
La GTV e la Spider 916 restano un’icona e rappresentano la sintesi perfetta tra passione, tecnica e bellezza.
Oggi sono considerate youngtimer di culto, ambite per il loro equilibrio fra sportività, eleganza e autenticità meccanica.
Non solo un’auto, ma un gesto d’autore del design italiano degli anni ’90, capace ancora oggi di trasmettere emozione al primo sguardo… e al primo giro di chiave.
E voi quale preferite?
La GTV coupé dalla linea scolpita o la Spider, regina a cielo aperto?