Brescia Ai Bresciani

Brescia Ai Bresciani identità - rivolta - sovranità

06/09/2026

Ieri in provincia di Trento "contro l'odio dei compagni e il disprezzo dei borghesi" si è svolta l'attesa giornata di Ritorno a Camelot, storico festival organizzato dal Veneto Fronte Skinhead.
Abbiamo partecipato e tra pinte, musica e cultura è stata anche l'occasione per confrontarsi con tante altre realtà, discutendo insieme nella conferenza "Italiani d'Europa in marcia: il futuro del mito al tempo del capitalismo della sorveglianza".
Insieme ad esponenti del VFS, di Rete dei Patrioti, di CPI, dell'associazione Lanzichenecchi d'Europa e della casa editrice Passaggio al Bosco siamo stati chiamati a indicare delle linee da seguire per riuscire a far penetrare nella società di oggi, che controlla, scheda ed emargina ogni reale antagonismo grazie alle sue meccaniche economiche e tecnologiche, nuovi miti, nuove visioni mobilitanti.

3 i temi fondamentali -->
- il ritorno alla CIVILTÁ, in contrasto con chi negli ultimi 30 anni ci ha ripetuto, sbagliando, che la storia fosse finita e che l'unico modello possibile fossero le democrazie liberali sul modello anglosassone;
- l'immigrazione come FENOMENO ECONOMICO, voluto da ambienti produttivi deviati, capace di portare enormi sconvolgimenti in Europa;
- la TECNOLOGIA COME SFIDA EUROPEA per poter ambire al ritorno del nostro continente nella storia, dopo una fase di completa subalternità.

Nella convinzione che le classi politiche occidentali sono oggi superate dal sentire comune e dagli eventi, é compito di chi si ritiene nazionalista e rivoluzionario inserirsi nel dibattito politico con spirito propositivo, abbandonando conservatorismi incapacitanti e ancor di piú nostalgismi fuori tempo massimo.

L'obiettivo, come dimostrato sempre dalle realtá presenti a Camelot, sará dunque sempre quello di mobilitare e guardare in avanti, non quello di rimpiangere passati lontani.
La Lotta é adesso.

Jacopo Massetti

💸🏥 SANITÀ GRATUITA PER CLANDESTINI, IRREGOLARI E TUTTI QUANTI.Non è sostenibile un sistema sanitario in cui una fetta se...
05/09/2026

💸🏥 SANITÀ GRATUITA PER CLANDESTINI, IRREGOLARI E TUTTI QUANTI.
Non è sostenibile un sistema sanitario in cui una fetta sempre maggiore di utenti usufruisce di spese sanitarie senza aver mai versato un euro (o pochi spicci).
La sanità italiana è una delle calamite di attrazione per gli stranieri, tanto che è strutturato un vero e proprio turismo sanitario in Italia, in forza del quale molti vengono nel nostro paese e, con escamotage burocratiche, ottengono prestazioni sanitarie molto onerose per le casse dello Stato senza versare un euro.
Sull'argomento i soliti sinistronzi sbraitano affermando che la sanità è un diritto di ogni persona nel mondo. Si, grazie, nel mondo delle favole e degli unicorni.
Ma evidentemente la sanità italiana non può farsi carico della cura di potenziali milioni (o miliardi) di persone non italiane. È già al collasso.
Per evitare tutto questo potremmo introdurre alcuni accorgimenti:
1) sanità a pagamento per chi non è italiano,
2) sanità a pagamento fino al raggiungimento di 10 anni ininterrotti di residenza in Italia,
3) creazione di un fondo economico su base volontaria per curare i poveri clandestini (che già questo è un reato e dovrebbero essere rimpatriati in tempo zero). Così vedremmo quanti immigrazionisti sono disposti a mettere mano al proprio portafoglio. Spoiler: ZERO.
Invece la sanità è al collasso, le liste di attesa sono infinite, la sanità privata sta dilagando, gli stipendi di medici, infermieri, OSS e del personale sanitario sono fermi da anni, gli specializzandi sono precari sottopagati e le aggressioni ai sanitari, da parte dei soliti svedesi, sono in costante aumento.
Ovviamente non è la soluzione a tutti i problemi della sanità in Italia (appalti pilotati, sprechi, concorsi truccati, nomine politiche, servizi dati apposta a rilento al fine di favorire gli studi privati, precariato, etc...), ne siamo consapevoli, ma sarebbe sicuramente un piccolo passo di civiltà.
Anche in questo caso la Remigrazione ci potrebbe salvare.
Sai di qualche episodio di furberia?

In concomitanza con la festa "Ritorno a Camelot" 2026 degli amici del Veneto Fronte Skinheads, in programma dal 3 al 6 s...
04/09/2026

In concomitanza con la festa "Ritorno a Camelot" 2026 degli amici del Veneto Fronte Skinheads, in programma dal 3 al 6 settembre a Petramurata, nell'altogarda Trentino, è uscito il libro "Con rabbia e coraggio" di Federico Franzin (prefazione di Giordano Caracino) , edito da Passaggio al Bosco (www.passaggioalbosco.it) che racconta i quarant'anni della loro storia di militanza.

Un libro importante per documentarsi e conoscere davvero il mondo "skin head" di stampo nazionalista oltre i cliché negativi ed i luoghi comuni veicolati dalla stampa mainstream antifascista.

"Nel 1986, tra le nebbie delle province venete, un gruppo di giovani skinhead decide di trasformare una sottocultura, uno stile e una passione musicale in una comunità organizzata. Nasce così il Veneto Fronte Skinheads: una realtà destinata ad attraversare quarant’anni di storia italiana ed europea senza rinunciare alla propria identità. Dai primi concerti clandestini ai grandi raduni internazionali, dalle fanzine alle manifestazioni, dalla militanza di strada all’elaborazione politica e culturale, Con rabbia e coraggio ricostruisce il percorso di un movimento discusso, osteggiato e frequentemente deformato dalla narrazione giornalistica. Accanto agli eventi pubblici emergono amicizie, fratture, lutti, processi, campagne di solidarietà e passaggi generazionali: il tessuto umano che ha consentito al VFS di superare repressione, isolamento e mutamenti radicali della società. Attraverso testimonianze dirette, documenti, fotografie e materiali d’archivio, Federico Franzin racconta una storia controversa senza trasformarla né in celebrazione né in condanna preventiva. Il bilancio vivo di quarant’anni di lotta: con la mentalità, lo stile e la continuità di chi ha scelto di restare fedele a sé stesso."

Scusate, ma nei rendering del progetto di riqualificazione della ex Caffaro di via Milano non siamo riusciti a inserire ...
03/09/2026

Scusate, ma nei rendering del progetto di riqualificazione della ex Caffaro di via Milano non siamo riusciti a inserire dei pakistani in ciabatte, dei magrebini coi riccioli o dei boiler ricoperti col burqa, ma poi chi vivrà effettivamente questi nuovi spazi che verranno messi a disposizione dal Comune saranno solo loro.

E' stato approvato il progetto esecutivo dei lavori che interesseranno una superficie di circa 2.500 mq che allo stato attuale non è fruibile perché facente parte della ex fabbrica Caffaro.

Il progetto prevede la realizzazione di una nuova piazza pubblica tra i due ex caselli della fabbrica, oltre a due parcheggi da 41 posti auto, 25 nuove alberature che si aggiungeranno a quelle esistenti, pavimentazioni drenanti, illuminazione pubblica a consumo, arredi urbani e spazi per le biciclette.
La spesa prevista è di 1 milione e 850.000 euro.

Nuovi spazi quindi di socialità dopo la costruzione del teatro Borsoni rivelatosi, come era ovviamente prevedibile, una vera cattedrale nel deserto.

Si possono fare tutti i lavori che si vogliono, fare un restyling di un quartiere intero, abbellirne e addolcirne l'aspetto, ma poi chi fa un quartiere sono coloro che lo abitano e lo vivono tutti giorni e il quartiere di Porta Milano purtroppo è diventato negli anni un quartiere a maggioranza straniera, gente che porta usi e costumi non nostri, che porta degrado e spesso delinquenza.

La riqualificazione dei quartieri deve passare prima dalla Remigrazione e dalla riconquista della Nostra città!

Camelot --> Bresciani on tour... 🟩⬜️🟥
02/09/2026

Camelot --> Bresciani on tour... 🟩⬜️🟥

Ci sono notizie che passano spesso sotto traccia, si arenano negli articoli dei giornali di provincia  e non finiscono s...
02/09/2026

Ci sono notizie che passano spesso sotto traccia, si arenano negli articoli dei giornali di provincia e non finiscono sui TG nazionali, ma rendono bene l'idea di cosa sia diventata l'Italia a causa della società multietnica che viene dipinta come non solo ineluttabile, ma anche necessaria e arricchente per noi italiani.

A Medicina, vicino a Bologna, un tunisino di 57 anni che si era invaghito da mesi in modo ossessivo di una donna, si è recato a casa di lei dove ad aprire la porta è stato il figlio di 28 anni che ha fatto presente che sua madre era fuori paese e per tutta risposta il tunisino lo ha preso letteralmente a "machetate" procurandogli lesioni gravissime.

Il ragazzo ha riportato la perforazione di un polmone e la quasi amputazione di un braccio per i violenti colpi inferti.

Questa gentaglia è portatrice di una violenza spesso di tipo primitivo, non conoscono il vivere civile e soprattutto pensano di poter fare quello che vogliono visto che sentono la debolezza e l'arrendevolezza delle nostre istituzioni verso gli immigrati.

Fra l'altro questo non era nemmeno arrivato in Italia da poco, ma bensì dal 1998, alla faccia dell'integrazione "ben riuscita".
Una notizia come tante dalla profonda provincia italiana, come tante, ma che hanno sempre come protagonisti immigrati e violenza. La violenza che esercitano sempre loro sugli italiani.
Nessuna alternativa alla Remigrazione di massa.

Una calda domenica pomeriggio di fine agosto a Brescia quella appena trascorsa con un corteo in via Cremona di qualche c...
01/09/2026

Una calda domenica pomeriggio di fine agosto a Brescia quella appena trascorsa con un corteo in via Cremona di qualche centinaio di islamici che hanno celebrato la nascita di Maometto fra lo sventolio di bandiere verdi (il colore sacro dell'Islam che simboleggia il paradiso) e la diffusione di canti e litanie tradizionali nella loro lingua (quindi senza poter sapere nemmeno quali fossero i messaggi lanciati dall'altoparlante).

Il Dicembre dello scorso anno al Comitato per la Remigrazione e Riconquista, di cui facciamo parte, fu rigettata la richiesta di passare in corteo proprio in via Cremona e la questura come unica opzione consentita ci relego' nei pressi del parco Tarello.

Questo da' l'idea di cosa sia diventata Brescia e dell'agibilità politico-religiosa che viene garantita alle comunità straniere coccolate dal Comune e dalle altre autorità cittadine.

La zona di via Cremona fino a soli 20 anni fa era ancora uno dei quartieri più vivi e commerciali della città e abitato in maggioranza da italiani, ora è un quartiere in declino e in gran parte abitato da stranieri dove possono sventolare tranquillamente le bandiere islamiche ma non i tricolori, dove viene consentito che vengano propagati a tutto volume i loro canti, ma non l'inno nazionale italiano.

Questa è Brescia 2026, ma qualcuno ancora dirà: ma che male vi fannooo?!? E non lo dicono solo le zecche, ma anche i borghesucci liberal che vivono magari sui Ronchi o nella parte "buona" del centro.

L'Italia ha due sole opzioni per il proprio futuro prossimo, o la sostituzione etnica (fra l'altro già ampiamente in corso) o la Remigrazione degli allogeni.
Tertium non datur.

🌹 Simone Riva è stato un esempio per un’intera comunità: un ragazzo di venticinque anni, un militante, un escursionista ...
31/08/2026

🌹 Simone Riva è stato un esempio per un’intera comunità: un ragazzo di venticinque anni, un militante, un escursionista esperto, uno scrittore instancabile, un amico. Una persona capace di vivere con la profondità di un uomo che sembra aver già visto tutto. La sua è una storia costruita giorno dopo giorno, con la passione per ciò che è giusto e con l’amore per le cose semplici. “Nel profumo di una viola e nel gusto di una fragola di bosco sono racchiusi i misteri del mondo.” (Da Elogio della povertà di Simone Riva)

Lui quei misteri li sapeva ascoltare.

E oggi la sua luce continua a camminare con noi, silenziosa e forte, come una vetta raggiunta insieme.
Era quella luce che portava negli occhi azzurri e profondi come il cielo; quella che donava agli altri senza risparmiarsi; quella che faceva sentire chi gli stava accanto un po’ più forte, un po’ più vero. Una luce fatta non di gesti enormi, ma di dettagli.
E oggi quella luce è ancora davanti a noi, perché ci ha insegnato a vedere.

La vita di Simone è stata breve, troppo breve. Ma ha fatto la differenza, cambiando la storia di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo.
31 agosto 2015 - 31 agosto 2026.

Per chi non abbia avuto la fortuna di conoscerlo: è stato l'ideatore e creatore di "Brescia ai bresciani"
🇮🇹

Dopo la spaccata in città  al Compro Oro di Corso Martiri delle Libertà di due notti fa, il Sindaco Laura Castelletti ha...
30/08/2026

Dopo la spaccata in città al Compro Oro di Corso Martiri delle Libertà di due notti fa, il Sindaco Laura Castelletti ha chiesto un incontro con il Questore e la convocazione del Cosp, cioè il del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Un cambio di strategia politica sulla questione sicurezza in vista delle prossime elezioni comunali?

Potrebbe essere, d'altra parte anche per chi come lei ha sempre sostenuto che Brescia era una città sicura e che le situazioni di pericolo erano marginali deve essere stato difficile questa estate controbattere alle proteste dei cittadini bresciani che abitano nei pressi dei parchi, come ad esempio il Tarello o il Pescheto, che hanno iniziato ad alzare la voce per le condizioni in cui versano le aree verdi su cui si affacciano i loro appartamenti.

Zone infestate ad ogni ora del giorno e della notte da allogeni molesti, spacciatori, tossici e delinquenti di ogni risma.
Una amministrazione che pensa di contrastare il degrado portato dall'immigrazione di massa con manifestazioni sportive in piazza Vittoria, festival dell'inclusione e con il pomposo restyling urbanistico di via Milano.

E' vero come spesso tiene a precisare che l'ordine pubblico è competenza dello Stato e non del Comune, ma anche una amministrazione comunale può contribuire senz'altro con delle direttive di natura politica a restringere gli spazi a chi viene nella nostra città pensando di poter fare quello che vuole fregandosene della storia e della identità di Brescia e dei bresciani.

Ma d'altra parte sarebbe chiedere troppo a un sindaco e ad una coalizione sostanzialmente di estrema sinistra catto-comunista che fa del multiculturalismo, dell'accoglienza e della cosiddetta "'inclusività" i disvalori fondanti della propria linea politica.

Indirizzo

Via Benedetto Croce N. 21
Brescia

Orario di apertura

21:00 - 23:00

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