26/07/2026
Non dobbiamo solo insegnare a guidare. Dobbiamo accendere il desiderio di guidare con responsabilità.
Ieri sera, ascoltando Massimo Recalcati parlare di educazione, mi sono portato a casa una riflessione importante.
"Siamo tutti, in qualche modo, viti storte". Abbiamo paure, fragilità, talenti, tempi di apprendimento e modi diversi di affrontare le sfide.
Anche quando un ragazzo entra in autoscuola porta con sé tutto questo: entusiasmo, insicurezza, aspettative e, a volte, persino la paura di non farcela.
Il nostro compito non è raddrizzare quella vite, né pretendere che tutti imparino allo stesso modo. È accompagnare ogni allievo a scoprire che proprio nelle sue difficoltà può nascondersi una risorsa.
Ma soprattutto educare significa accendere il desiderio.
Non il desiderio di prendere una patente il più in fretta possibile, ma quello di diventare un guidatore consapevole, capace di rispettare sé stesso e soprattutto gli altri.
Le regole del Codice della Strada sono fondamentali, ma da sole non bastano. Le norme indicano il limite, ma è il senso che diamo a quel limite a fare la differenza. Se un ragazzo comprende perché una distanza di sicurezza salva una vita, perché una cintura protegge, perché una scelta prudente può evitare una tragedia, allora quella norma non sarà più un obbligo: diventerà la sua regola.
La sicurezza non si insegna solo con un manuale. Si trasmette per contagio.
Si accende quando un istruttore vive con passione il proprio lavoro, quando non si limita a correggere un errore, ma aiuta un ragazzo a capire, a crescere e a credere nelle proprie capacità. Non serve essere perfetti. Serve testimoniare, ogni giorno, che guidare significa assumersi una responsabilità verso sé stessi e verso gli altri.
E penso alle nostre autoscuole.
Ogni lezione di guida è un seme. A volte i risultati non si vedono subito. C'è chi acquista sicurezza in pochi giorni e chi ha bisogno di più tempo. Ma ogni incoraggiamento, ogni spiegazione fatta con pazienza, ogni errore trasformato in un'opportunità di crescita può lasciare un segno che accompagnerà quella persona per tutta la vita.
Perché il nostro lavoro non è semplicemente preparare un esame.
È contribuire a formare persone che, una volta sole al volante, sappiano scegliere la prudenza, il rispetto e la responsabilità.
In fondo, educare alla guida significa proprio questo: non dire a un ragazzo soltanto come si guida, ma aiutarlo a capire perché vale la pena farlo bene.
"Mimmo Guidare"