Squadra Amici Alfa Romeo

Squadra Amici Alfa Romeo Un sitio dedicado a los amantes de Alfa Romeo.

Un día impensado. Siempre vas a ser muy recordado por tu buen corazon, tu alegría, y buena persona, nos dejas un vacio e...
29/08/2020

Un día impensado. Siempre vas a ser muy recordado por tu buen corazon, tu alegría, y buena persona, nos dejas un vacio enorme. Siempre vas a estar en nuestros corazones. Buen viaje querido Ale Simioli.

15/07/2019

Grazie a nuovi turbo, la berlina firmata McChip-Dkr ha una potenza superiore a quella di una Ferrari 488 GTB

Buen Viaje Luis. Te vamos a extrañar.
29/04/2018

Buen Viaje Luis. Te vamos a extrañar.

31/01/2018

E' con estremo dolore che vi scrivo che Santino ci ha lasciato.
Malato da tempo, dopo aver vinto numerose battaglie, molti infarti, un ictus e tante complicanze si è spento, mezzora fa in ospedale.
Ero molto legato a lui, da quasi 20 anni, e non trovo tante parole ora, vi scrivo chi era qui sotto e voglio ricordarmelo sempre allegro nei ritrovi dove adorava punzecchiare il suo (e mio) amico Paolo Lanati sul motore turbo della 75.
A Cesare e Ombretta un forte abbraccio.
Un doppio lampeggio Santino.🍀
Andrea Vecchi

Santino Balduzzi.
Nasce a Milano il 07 marzo 1943 e da subito sviluppa la sua passione per l'elaborazione di moto di piccola cilindrata ed in seguito sui motori della Topolino e 1100 - 103 e 103tv, lavorando nell'officina del padre negli anni '60; esseno in voga in quegli anni il marchio Abarth, frequenta un corso a Torino nello stabilimento di via Marche, ricevendo il mandato di officina autorizzata.
Nel 1968 trasferisce la sua officina ampliandola e acquisendo il marchio Alfa Romeo; negli anni a ve**re sviluppa le Giulia GTA per le gare e, visto il successo, prosegue anche con altri modelli della casa del Biscione (alla fine degli anni '60 e alla metà dei '70, le sue automobili, in particolare l'Alfa Romeo Giulia GTA, vincevano sui circuiti di tutto il mondo!).
E' famosa la sua rivalità "bonaria" con Carlo Chiti, spesso veniva chiamato in Autodelta perche non era raro che Santino con le sue GTA "preparate" oscurava quelle di Settimo Milanese.
Le sue capacità ed i risultati che è stato in grado di costruire ed ottenere anno dopo anno, hanno reso celebre il suo nome tra gli appassionati di automobilismo sportivo di tutto il mondo.
Il primo motore che cominciò "a studiare" non funzionava nemmeno "Non avevo soldi per acquistarne uno nuovo e l'Alfa Romeo mi propose un gruppo sbiellato durante una prova al banco; la cifra era ragionevole e alla mia portata, e lo portai a casa. Eppure avevo paura di rovinarlo"
L'evoluzione delle Alfa Romeo da gara, e i risultati sempre di rilievo, lo hanno portato anche a collaborare direttamente con Alfa Romeo, che al suo "ingegno" deve tanto.
Dopo la positivissima elaborazione sulle GTA, l'esperienza prosegue con le 33 in alcune gare disputatesi in tutto il mondo.
In anni più recenti, i tecnici Alfa Romeo, inviano Balduzzi ed un telaista a seguire le 155 Ufficiali da pista nei giorni di gara, anche nel DTM.
Ma la Storia di quest'Uomo non è solo legata alle corse.
L'ingegno e la passione:
"Alcuni anni fa il Reparto Esperienze dell'Alfa Romeo gli portò una 147 equipaggiata con motore 2000 JTS...volevano arrivare a 170 cavalli ma non riuscivano a superare i 150. Oltre i 5500 giri il motore cominciava a detonare e non c'era verso di salire con i cavalli.
I tecnici di Alfa Romeo non erano stati in grado di superare questo gap...
L'idea di Balduzzi fu di lavorare sul cielo del pistone che aveva una forma singolare e non del tutto convincente. Ricavò un pistone "a cucchiaio" in rilievo che poteva concentrare maggiormente la miscela nelle vicinanze della candela. La soluzione funzionò perfettamente facendo raggiungere all'auto la potenza desiderata.
La modifica di Balduzzi porto il motore deliberato dall'Alfa da 165 a ben 177 cv con un incremento di oltre il 20% di coppia, ma non vennero adottate queste modifiche per via dei tagli di budget (Marchionne era appena arrivato, quindi si utilizzo quello gia deliberato)
Numerosi anche i suoi studi eseguiti sui motori 6 cilindri della Casa del Biscione.
Nel 1999 insieme a Paolo Lanati, direttore della Meccanica di Arese inizia a sviluppare il 3.2 V6 24v sa base 3 litri, insieme ai tecnici di Arese porta questo motore alla ragguardevole potenza di 279 cv.
Questa delibera di 30 cv in piu era dedicata aii primi 100 clienti della 156 GTA, ma non fu adottata.
Dopo il 3.2 di Arese è la volta del 3.2 V6 HF di origine Australiana montato sulle 939, insieme al team di Lanati, svilupparono un sistema di iniezione diretta con 4 variatori di fase (2 per ogni bancata) che insieme alla lavorazione dei pistoni, delle sedi delle valvole e di tutta la gestione elettronica inalzarono la potenza da 186 cv a 265.
Ma il suo contributo non si fermò al 3.2 ma anche il 4 cilindri dove i progettisti Alfa sul 2.2 tedesco incrementarono la potenza dai 143 cv a ben 185 cv (su un aspirato) ridisegnando teste, pistoni, e soprattutto l'iniezione diretta made in Arese.
Nel 2011 di nuovo viene chiamato da Fiat per contribuire allo sviluppo del nuovo motore in alluminio di 1750 cc che equipaggia la 4C (e dal 2014 anche la Giulietta QV).
Questo motore grippava gli alberi a camme quando il variatore di fase modificava l'alzata.
"Il problema fu risolto aumentando il passaggio dell'olio agli alberi altrimenti "risucchiato" dal variatore".
Sono tante le cose che Santino ha fatto per l'Alfa Romeo, ed è ora di farle conoscere.

Llego a Ezeiza
01/08/2017

Llego a Ezeiza

Un ejemplar de la versión más potente de la nueva SUV de Alfa Romeo acaba de aterrizar en la Argentina. Se lanzará a la venta antes de fin de año. Habrá tres opciones mecánicas.

01/01/2017

Feliz año Alfistas

08/10/2016

Two style and fashion influencers. Four days. The 4C Spider. Alfa Romeo captivated motorsports enthusiasts at Monterey Car Week 2016, commanding a stylish pr...

El Alfa de las Pampas...
05/07/2016

El Alfa de las Pampas...

“El Alfa de las pampas”: IKA Bergantín

En la actualidad es habitual encontrarse con distintas marcas de vehículos que utilizan la misma plataforma y carrocería para un modelo determinado. Esto se lo debemos al “fenómeno” de la globalización que ha servido para abaratar costos en algunos casos… y para firmar el certificado de defunción de ciertas automotrices, en otros. Sin embargo, esta práctica de reducción de gastos no es nueva, y en nuestro país hemos tenido una empresa que supo sacarle un muy buen rédito: Industrias Kaiser Argentina.

Todo comenzó cuando, en 1959, Alfa Romeo decidió ponerle punto final a la producción de su modelo “1900”, el cual se fabricaba desde 1950 y del que se habían comercializado más de 20.000 ejemplares. Se trataba de un sedán cuatro puertas con un motor biálbero y un excelente diagrama de suspensiones. Sabiendo esto, y necesitada como estaba por presentar un vehículo más moderno y versátil que el inmenso y vetusto Carabela, IKA adquirió la matricería del 1900 para poder fabricarlo en Argentina, aunque el acuerdo con firma italiana obligaba a que el automóvil no llevase ningún tipo de logotipo u ornamentación que hiciese referencia a Alfa Romeo. No obstante, no faltaron los particulares que le adosaron -en el frente del nuevo coche- el logo de la marca del biscione para “ostentar” aunque, claro está, al momento de pisar el acelerador, las prestaciones estaban lejos de los 90 hp del motor italiano… De esta manera, Alfa obtenía un rédito extra por ceder los derechos de fabricación y comercialización luego del cese de producción del 1900, e IKA ahorraba tiempo y dinero en desarrollar un auto nuevo desde cero. Nació así el Kaiser Bergantín.

El Bergantín fue fabricado en la planta de Santa Isabel entre 1960 y 1962. Inicialmente se presentó una versión básica con motor Continental de cuatro cilindros, 2480 cc y 76 hp -el mismo que equipaba al Jeep- con el que alcanzaba una velocidad máxima de aproximadamente 130 km/h. La caja era de tres marchas y la tracción era trasera, mientras que los frenos eran de tambor en las cuatro ruedas. Sin embargo, lo anticuado de esta mecánica contrastaba con una excelente geometría de suspensiones: ofrecía un sistema totalmente independiente en el eje delantero, mientras que el eje rígido trasero poseía dos tensores longitudinales, resortes y amortiguadores. El desarrollo obtenido por la gente de Alfa Romeo fue tan bueno que este sistema serviría luego como base para diagramar la suspensión trasera del Torino. Gracias al excelente desempeño dinámico que ofrecía la plataforma del Bergantín, en 1967 los hermanos Bellavigna la utilizaron para construir la famosa “Garrafa”. Impulsada por un motor Chevrolet 230” y con la conducción del Andrea Vianini, ganaron en Turismo Carretera el día de su debut.

En 1961 IKA presentó una versión superior, la cual fue bautizada como “Super 6”: estaba impulsada por el motor Continental de seis cilindros que utilizaban el Carabela y la Estanciera. Gracias a los 115 hp y a sus 3700 cc, desarrollaba una velocidad punta de poco más de 140 km/h aunque, lamentablemente, los frenos no estaban a la altura de estas prestaciones. Solo se fabricaron 356 unidades del Super 6, muy lejos de las casi 8000 del modelo base. Finalmente, en 1962, el Bergantín fue discontinuado de la línea de producción. Pese a no ser un éxito rotundo, a IKA le sirvió esta experiencia para perfeccionar y aplicar el mismo criterio empresarial -unos años después- y darle vida al Torino, partiendo para ello desde la plataforma ya desarrollada del Rambler American 440 norteamericano. Pero esa es otra historia que reservamos para más adelante…

Letras: Adrián Vernazza

24/06/2016

Feliz Cumpleaños Chueco

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