20/05/2026
Un giorno tornò al Nürburgring con le telecamere.
Succede, quando sei Niki Lauda. Qualcuno vuole portarti lì, qualcuno vuole riprendere il tuo viso davanti a quella curva, qualcuno vuole sapere cosa provi.
La domanda, quella solita che si sentiva fare da decenni, era già scritta prima che aprissero la macchina e lui lo sapeva. Si accordò con un amico, e nascosero qualcosa nell'erba.
Quindi quando arrivarono le telecamere, Lauda era già lì. Cominciò ad agitarsi, a guardare per terra, a cercare qualcosa tra le foglie. Le persone intorno si avvicinarono, un mix tra curiosità e apprensione, quando lui tirò fuori l'orecchio. Un enorme orecchio di maiale, che avvicinò alla testa, sorridendo.
Qualcuno rimase di stucco, non capì subito, mentre Niki scoppiava a ridere.
Ci sono persone che portano le cicatrici come un peso, altre le usano per fare uno scherzo alla morte.
Chiunque altro, con quella faccia e quella storia, avrebbe costruito una cattedrale attorno al proprio dolore, mentre lui decideva di tornare in macchina appena 42 giorni dopo, vincendo due mondiali dopo quell'incidente.
Suo figlio Mathias lo ha detto in modo semplice, anni dopo: era un monello fino alla fine.
7 anni fa ci lasciava Niki Lauda