ZABOT

ZABOT IL MONDO DELLE AUTO 🚙🏎️ A 360º

🟩👑🟥 🦁 🇨🇭🐻 👨🏻‍🔧⚙️ 📍🇨🇭🐻

01/02/2026

“Sono i sogni a far vivere l’uomo. Il destino è in buona parte nelle nostre mani, sempre che sappiamo chiaramente quel che vogliamo e siamo decisi ad ottenerlo”.

Enzo Ferrari

-72 giorni al fireup del 2026. -79 giorni alla fine dello stop invernale.ALFA ROMEOALFA ROMEOALFA ROMEO
12/01/2026

-72 giorni al fireup del 2026.
-79 giorni alla fine dello stop invernale.

ALFA ROMEO
ALFA ROMEO
ALFA ROMEO

Messaggio Augurale per il nuovo anno di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia alla Nazione.  disavoia sabauda .sabauda.gro...
31/12/2025

Messaggio Augurale per il nuovo anno di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia alla Nazione.


disavoia
sabauda .sabauda.grossetoamiata .sabauda.lecce .sabauda.ascolipiceno

In Svizzera, negli ultimi due anni, il tema dei “radar fonici”, cioè sistemi automatizzati di rilevazione del rumore dei...
31/12/2025

In Svizzera, negli ultimi due anni, il tema dei “radar fonici”, cioè sistemi automatizzati di rilevazione del rumore dei veicoli, ha attirato molta attenzione, soprattutto in relazione a proposte e sperimentazioni legislative o locali, come quelle del cantone di Zurigo. Continuo sinceramente a chiedermi come mai, si debba creare un casino mostruoso e interrogarsi a non finire sul futuro di questi radar, quando la risposta è abbastanza scontata fin dall’inizio, l'inefficienza e l'illogico nel continente europeo e non solo, hanno ormai preso il sopravvento da qualche anno. Magari ci fosse ancora un Colin Chapman in ogni settore della vita, che nella sua Lotus faceva dell’essenziale il cavallo di battaglia per vincere. Se ci fosse una persona simile, la risposta sarebbe semplice e lo sarebbe stata sin dal principio: NO, NON POSSONO AVERLO (almeno non nel breve-medio periodo) a meno di non violare diritti, ignorare problemi tecnici o giuridici, e aprire contenziosi infiniti.

Prevedo molti ricorsi nel caso in cui questi sistemi vengano ufficialmente approvati, e a ragione. Ad oggi non esistono sui veicoli a motore sistemi di misurazione del rumore comparabili a quelli utilizzati per la velocità e sicuramente non verranno adottati se a richiederli è solo la Svizzera. Il rumore generato da un veicolo a motore dipende fortemente dallo stile di guida, dal regime motore, dal rapporto inserito, dalle condizioni ambientali e da altri parametri. Non è quindi un parametro oggettivo e costante come la velocità. Inoltre, non esistono regole universali e uniformi, riconosciute a livello globale, sui limiti di emissioni foniche. Ogni Stato o Stati all’interno di un’organizzazione adottano criteri propri. Questo rende impossibile stabilire un limite “assoluto” condiviso. Il limite, per essere giuridicamente difendibile, dovrebbe basarsi sul massimo consentito in fase di omologazione del singolo veicolo, tenendo conto anche di parti omologate o dell’impianto di scarico sportivo completo omologato aftermarket. In alternativa, si dovrebbe adottare un limite unico che tenga conto del veicolo più rumoroso omologato, con evidenti assurdità pratiche, dal momento che significherebbe abbandonare l’idea del radar fonico: scelta più sensata e intelligente, se non si vogliono trasformare le aule di tribunale e gli studi di un avvocato in un mercato delle cipolle stile Città di Berna a novembre.

Si apre poi il problema della circolazione internazionale. Nessuno può vietarmi di entrare in Svizzera con un’auto regolarmente immatricolata in uno Stato dove tali limiti non esistono o sono diversi. Nel caso peggiore, si potrebbe impedire la circolazione sul territorio svizzero, ma non sanzionare. Questo genera una disparità di trattamento: al residente la multa, sequestro del veicolo, a momenti la condanna a morte, allo straniero “solo” il divieto di circolazione? Ma la legge, a quel punto, non era mica uguale per tutti (vabbè, spoiler: non lo è mai stata, non sarebbe nulla di nuovo in fin dei conti). Ulteriore nodo critico è la misurazione stessa: come vengono filtrati i rumori ambientali? Come si distingue il rumore del veicolo da quello del traffico circostante? Se dieci auto passano in sequenza, come si attribuisce con certezza la rilevazione a un singolo veicolo? Il sistema è in grado di riconoscere il tipo di veicolo e il relativo limite di omologazione? Tutte queste variabili rendono la sanzione facilmente contestabile sul piano tecnico e giuridico, con conseguente spreco di risorse pubbliche in ricorsi, perizie e contenziosi: io pago le tasse per avere efficienza, se poi esse si alzano perchè c'è chi vuole inefficienza, la differenza la paghi quest'ultimo. Potrei continuare, ma mi fermo qui.

Morale della storia: allo stato attuale, i “radar fonici” potrebbero essere utili allo scopo di sensibilizzazione, come i tabelloni della velocità con la faccia felice o triste (ovviamente magari installati in prossimità di luoghi che richiedono davvero silenzio e non in mezzo a una strada deserta di campagna). Se poi l’obiettivo è sanzionare certi comportamenti, i posti di blocco sono uno strumento nettamente migliore. Sono meno costosi (quanto costa un radar fonico impreciso? Con il costo di uno per la velocità salta fuori una Supercar), meno contestabili e permettono di colpire le infrazioni reali e oggettive (che non si vedono con nessun radar allo stato attuale): manomissioni non omologate degli impianti di scarico e/o montaggio di componenti non omologate. Sperando ovviamente però che le nostre forze dell’ordine diano priorità alla ricerca di un assassino, piuttosto che a un posto di blocco il cui obiettivo è multare un 25enne con la VW a cui è stato rimosso il silenziatore centrale (ci sono ormai nelle auto più silenziatori che ottani nella benzina) per fare un paio di db in più con un’auto che usa solo il sabato pomeriggio tra i passi di montagna per divertirsi dopo una settimana di fatiche, dato che dal lunedì al venerdì (talvolta anche il sabato mattina) lavora per pagare le tasse in uno Stato che sempre più somiglia a una casa di riposo intollerante ormai a qualsiasi cosa, meno che alla lotta svizzera e allo Jodel.

Molti problemi nascono poi dal fatto che non esiste disponibilità di compromesso né da una parte, né dall’altra: la diatriba sarebbe facilmente risolvibile con l’omologazione aftermarket delle valvole allo scarico anche in veicoli che ne sono sprovvisti e con appositi cartelli stradali: in zone sensibili come certe zone di città chiuse, in zone non sensibili come, ad esempio, i passi di montagna o circuiti aperte, a proposito di circuiti... sarebbe anche ora di costruirne uno, dato che il divieto (art.52 capoverso 1 della LCStr) è stato abrogato da entrambe le camere del parlamento, potenzialmente porterebbe solo a benefici su più fronti: meno "rumore", maggior sicurezza stradale, più turismo, ecc. Ma figurarsi se qualcuno vuole scendere a compromessi affinché siano tutti felici: meglio continuare con ideologia degna di un cieco, polemiche, leggi e proclami inutili, danneggiando per altro chi vorrebbe una soluzione reale e definitiva, piuttosto che trovare una soluzione definitiva che accontenti tutti. Non ho mai capito inoltre chi si trasferisce in città per lamentarsi poi del rumore. I costi più bassi delle abitazioni e/o appartamenti, come sostengono in molti, non penso: vivere in città costa di più. Ricordo inoltre che le città sono sempre state luoghi caotici e rumorosi; esse nascono grazie ai mezzi di trasporto e alla presenza di un corso d'acqua vicino ad esse, senza i mezzi di trasporto le città non potrebbero esistere, e questo sin dalla loro nascita, con buona pace di chi vorrebbe eliminare auto, ecc., da esse: via i mezzi di trasporto dalle città = morte delle città, principio incontestabile e incontrovertibile come un calcolo matematico perfetto.

La risoluzione del presunto “problema” è semplice e oggettiva.l'Autodromo Nazionale di Monza è operativo dagli anni Vent...
18/12/2025

La risoluzione del presunto “problema” è semplice e oggettiva.

l'Autodromo Nazionale di Monza è operativo dagli anni Venti del Novecento (quindi da ben più di Cento anni), ancora prima dell’insediamento dei residenti che oggi si lamentano del rumore. Lo stesso vale per l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e, più in generale, per qualsiasi infrastruttura storica o contesto urbano consolidato.

Il principio è lineare:
chi sceglie di vivere in prossimità di un circuito, di una città o di qualsiasi altra fonte strutturale di rumore accetta implicitamente quel contesto: perché semplicemente già presente da prima dell'arrivo di queste persone. Non è razionale, né corretto, pretendere che ciò che esisteva prima venga limitato o snaturato per adattarsi a chi è arrivato dopo.

Il punto centrale non è il rumore, ma l’inversione di responsabilità:
un’infrastruttura storica non può essere trasformata in un problema solo perché qualcuno ha deciso di insediarsi accanto ad essa e successivamente ne contesta le conseguenze prevedibili.

Tentare di estendere questa pretesa anche a chi non percepisce alcun disagio, imponendo restrizioni collettive basate su sensibilità individuali, significa trasformare una scelta personale in un vincolo per tutti.

In termini logici, la questione è incontrovertibile:
ciò che viene percepito oggi come un “problema” è una conseguenza di una scelta volontaria, non una responsabilità di chi c’era prima.

Non è una posizione emotiva.
È una semplice applicazione del principio di causa ed effetto.

I comitati Stop Rumore sono pronti a continuare la loro battaglia contro quello che considerano essere troppo rumoroso. L'autodromo di Monza sarebbe infatti un disturbo e un problema per tutti i residenti della zona: i dettagli

Noto che in giro c’è molta presunta disinformazione riguardo al nuovo pacchetto automotive proposto dalla commissione eu...
17/12/2025

Noto che in giro c’è molta presunta disinformazione riguardo al nuovo pacchetto automotive proposto dalla commissione europea 🇪🇺 il 16 dicembre 2025. Considerata la complessità del quadro normativo e il consueto caos burocratico di scartoffie, è più facile confondersi e sbagliare interpretazione che orientarsi correttamente tra regolamenti, obiettivi e atti in fase di definizione, il disinnesco elettrico di una bomba è più semplice. Tuttavia proverò a fare chiarezza sul regolamento, sul quale persino la stessa commissione e unione europea non riesce ad essere totalmente chiara.

Una cancellazione totale dei vincoli sulle auto alimentate a benzina e diesel fossili, o più in generale sui carburanti non neutrali o a emissioni nette non pari a zero, non è stata raggiunta ❌, ma c'è stato un allentamento, seppur di poco, anche per questo tipo di carburanti ✅. Tuttavia si è arrivati a un compromesso di grande rilevanza, che di fatto ammette:

✅ L’impossibilità di raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica affidandosi esclusivamente alle auto elettriche a batteria (BEV).

✅ Adozione della neutralità tecnologica ⛽️🔌.

✅ La proposta normativa presentata il 16 dicembre 2025 riapre la possibilità di immatricolare veicoli dotati di motori a combustione interna (ICE), a condizione che rientrino nel calcolo di flotta compatibile con i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni.

✅ Qualora in futuro i risultati complessivi non fossero ritenuti sufficienti, la commissione potrebbe prevedere ulteriori margini di flessibilità. È ragionevole ritenere che le aperture già introdotte difficilmente verrebbero ritirate, mentre è più plausibile che possano essere ampliate. Resta inteso che politica e industria raramente procedono in perfetta sintonia, come insegna la storia industriale italiana dell’IRI con l’Alfa Romeo e il suo storico presidente Giuseppe Luraghi, e come dimostra lo stesso percorso del green deal europeo.

La riduzione del 90% delle emissioni medie di flotta entro il 2035 rispetto ai valori del 2021 non implica automaticamente un divieto mascherato dei motori a combustione interna, né può essere automaticamente definita una “truffa”. In base alla proposta della commissione, sarà infatti possibile immatricolare veicoli con motori a combustione interna, anche inseriti in powertrain ibridi, alimentati a biocarburanti, carburanti sintetici o idrogeno, purché l’intera filiera energetica, dalla produzione del carburante fino all’utilizzo finale, sia certificata come climaticamente ♻️ neutra ♻️ secondo criteri che saranno definiti negli atti attuativi. Il principio introdotto è che non contino più esclusivamente le emissioni allo scarico, ma l’intero ciclo di vita 🔄.

In alcuni commenti e interventi pubblici, i detrattori del motore a combustione interna hanno esultato con affermazioni del tipo “così l’auto endotermica è definitivamente morta”, sostenendo che, nei fatti, il rapporto resterebbe comunque di nove veicoli elettrici ogni uno termico. Questo tipo di calcolo, tuttavia, tiene conto solo dei carburanti fossili e non considera i carburanti certificati come neutrali (e-fuels, biocarburanti) o a emissioni nette (idrogeno) pari a zero 0️⃣ allo scarico.

In linea teorica, e a titolo di esempio illustrativo, un costruttore automobilistico, generalista come Fiat o di nicchia come Pambuffetti Automobili oppure Giamaro Automobili, potrebbe continuare a produrre esclusivamente veicoli dotati di motori a combustione interna rispettando i limiti di flotta (riduzione medie del 90% per flotta entro il 2035 in riferimento al target del 2021): ad esempio, su una gamma di 100 auto complessive, 60 alimentate a biocarburante certificato ♻️ neutro ♻️, 20 a carburante sintetico certificato ♻️ neutro ♻️, 10 a idrogeno certificato ♻️ neutro ♻️ e 10 alimentati a benzina o diesel di origine fossile, rientrando così nel margine residuo del 10% previsto dal target di riduzione.

A essere soggetti a una riduzione del 90% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021 sono quindi i carburanti fossili e quelli che non garantiscono emissioni nette o neutrali ❗️; tutti gli altri carburanti certificati rientrano nel perimetro della proposta normativa ✅.

La commissione europea ha stabilito che quel 10% residuo possa essere compensato tramite l’uso di acciaio verde, idrogeno, biocarburanti, carburanti sintetici, auto elettriche, ecc. (acciaio verde per il 7%, carburanti sintetici e biocarburanti per il 3%, tuttavia questo si applica se effettivamente sto utilizzando quel margine di tolleranza del 10%, cosa che non avviene se tutte le mie auto funzionano con ♻️ biocarburanti, carburanti sintetici e idrogeno certificati ♻️). Se contassero solo le emissioni allo scarico, intese come tali, non avrebbe avuto senso inserire i biocarburanti e i carburanti sintetici come compensazione di quel 10% residuo, in quanto le emissioni allo scarico ci sono sempre. Tutto ciò lascia pensare logicamente al fatto che conti il ciclo di vita completo del carburante: produzione, combustione, scarico (ciclo LCA: Life Cycle Assessment). Utilizzando carburante certificato, questo ciclo ha emissioni pari a zero, quindi neutrali. Esempio pratico: per produrre un litro di carburante sintetico sottraggo dall’aria 90 g di CO₂; per produrre quel litro di carburante utilizzo energia verde a emissioni zero; con la combustione nel motore, quel litro di carburante reimmette nell’aria 90 g di CO₂ (-90 +90 = 0). È “come” un prestito di denaro a interessi zero: chiedo CHF 100.- in prestito, ne restituisco dopo un mese CHF 100.-; debito CHF 0.- é la classica aria grigia di un regolamento degno dei regolamenti per la F1 (F1 che tra l'altro a partire dalla prossima stagione, ovvero quella del 2026, utilizzerà carburante 100% sintetico, lo "stesso" concesso con il nuovo pacchetto di misure dalla commissione europea varato in sostegno al settore automotive, il fatto che la F1 dal prossimo anno userà questo carburante, concesso ora appunto anche dalla commissione europea, dice molto: le tecnologie delle auto di tutti i giorni, passano prima dal motorsport e poi alle auto di tutti i giorni, è sempre o quasi stato così).

Il vero nodo, a questo punto, non è più soltanto il quadro normativo, pur auspicando che possa essere ulteriormente razionalizzato (eliminandolo totalmente), ma la volontà concreta di investire nello sviluppo, nella produzione e nella diffusione di questi ♻️ carburanti ♻️. Nel tempo, grazie a ricerca, sviluppo e crescita dei volumi, i costi potranno ridursi, come è già avvenuto in parte e continua ad avvenire per le batterie delle auto elettriche (colgo l'occasione per sottolineare il fatto che per avere un quadro realistico della situazione, bisogna ragionare anche in ottica futura e non solo allo stato attuale come fanno in molti anche tra giornalisti generici e di settore, esperti di settore, oltre a gente comune: senza lungimeranza non si va da nessuna parte e in ambito industriale, con questa breve parentesi, ho spiegato il perché Stati come l'Italia non sono più molto competitivi, questo è uno dei motivi, probabilmente il principale). È un aspetto che chi oggi esulta sostenendo che “l’auto endotermica è finalmente morta” tende spesso a ignorare.

Il futuro è una sinergia di più tecnologie.

16/12/2025

UNIONE EUROPEA, GREEN DEAL SUI TRASPORTI: SALTA IL DIVIETO IMPOSTO DE FACTO DI NUOVI MOTORI TERMICI A COMBUSTIONE INTERNA A PARTIRE DAL 2035!

16 dicembre 2025

IL BOLLETTINO DELLA VITTORIA

La guerra regolatoria contro la Commissione dell’Unione Europea e dei partiti politici ad essa affini che, sotto l'alta guida della Presidente della Commissione – Duce Supremo –, il Settore Automotive, iniziò il 27 ottobre 2022 e con fede incrollabile e tenace valore condusse, ininterrottamente ed asprissima per 37 mesi, è vinta.

La fulminea e rigida imposizione dello stop de facto ai motori termici a combustione interna dal 2035, attuata senza neutralità tecnologica, contro ogni evidenza industriale e di reale utilità di salvaguardia climatica, ha determinato una lunga fase di logoramento del comparto, colpendo lavoratori, filiere produttive e capacità competitiva del continente.

Il settore automotive europeo, duramente provato, ha resistito.
Ha resistito opponendo dati, competenze tecniche e soluzioni alternative. Ha resistito dimostrando che la riduzione delle emissioni poteva essere perseguita attraverso più tecnologie e non solo attraverso un’unica via de facto imposta. Ha resistito mentre l’industria dell'automobile europea veniva messa in difficoltà e il mercato europeo dell'automobile perdeva terreno.

La resistenza, tenace e continua, ha infine prevalso.

La Commissione Europea ha riconosciuto la necessità di una revisione. Lo stop de facto alla vendita di nuove autovetture con motore termico a combustione interna è stato eliminato. Il principio della neutralità tecnologica è stato adottato.

Dopo il 2035, i motori termici a combustione interna continueranno ad avere spazio in Europa se alimentati da biocarburanti, carburanti sintetici (E-Fuels), idrogeno o inseriti in sistemi ibridi come gli ibridi range‑extender (EREV) e Plug-in (PHEV). L’obiettivo emissivo entro il 2035 non sarà più fissato all’azzeramento totale, ma a una riduzione del 90% rispetto ai livelli del 2021.

Il settore automotive europeo, liberato da un’impostazione ideologica che ne comprometteva il futuro, può ora iniziare la ricostruzione, che si auspica lo ricondurrà agli antichi fasti di un tempo. Essa sarà lenta e difficile, ma fondata su basi reali: industriali, tecniche, economiche e di salvaguardia climatica.

La guerra regolatoria è finita.
La neutralità tecnologica è decisa.

VIVA IL MOTORE TERMICO A COMBUSTIONE INTERNA, VIVA L'ITALIA, VIVA IL CONTINENTE EUROPEO.

Il parlamento europeo dovrebbe votare le proposte della commissione europea prossimamente, proposte che salvo sorprese dovrebbero essere accettate.

🚗 ITALA E OSCA POTREBBERO RINASCERE SOTTO IL GRUPPO DRAUTOMOBILES DI MASSIMO DI RISIO!🚗 ITALA E OSCA POTREBBERO RINASCER...
28/11/2025

🚗 ITALA E OSCA POTREBBERO RINASCERE SOTTO IL GRUPPO DR
AUTOMOBILES DI MASSIMO DI RISIO!

🚗 ITALA E OSCA POTREBBERO RINASCERE SOTTO IL GRUPPO DR AUTOMOBILES DI MASSIMO DI RISIO!

I leggendari marchi italiani di auto, Itala (attiva dal 1903 al 1934 a Torino, fondata per volontà di Matteo Ceirano) e OSCA (fondata nel 1947 dai fratelli Maserati e chiusa nel 1967), potrebbero rinascere sotto la guida di DR Automobiles, con sede ad Anagni, in provincia di Frosinone, Lazio. Il rilancio dei due marchi, già oggi di proprietà del gruppo, fa parte del progetto da 50 milioni di euro annunciato qualche mese fa dal gruppo, con sede a Macchia d'Isernia, in Molise e che fa capo a Massimo Di Risio, il quale oltre ad essere un'imprenditore è anche un ex pilota automobilistico. DR Automobiles ha già acquistato lo stabilimento della Saxa Gres l'8 agosto 2025, impianto che dovrebbe essere riconvertito alla produzione di automobili.

🟥⚠️🟥 SECONDO LE INDISCREZIONI, NON SARANNO AUTO RIMARCHIATE PROVENIENTI DALLA CINA 🟥⚠️🟥: il progetto punta a una produzione italiana reale 🇮🇹, con stabilimenti in Italia e componentistica nazionale. Questo aspetto era importante, tanto che lo avevo sottolineato, sperando che DR Automobiles abbandonasse prima o poi la politica di "rimarchio" di auto cinesi.

➡️ Punti chiave:
• Itala: celebre per il raid
Pechino-Parigi del 1907 e per le prime
Targa Florio.
• OSCA: le sportive leggere dei fratelli Maserati, vincenti in gare internazionali.
• DR ha acquisito i marchi da qualche tempo; ha acquistato lo stabilimento della Saxa Gres ad Anagni, in provincia di Frosinone, nel Lazio; il rilancio dei due marchi fa parte del programma di investimenti da 50mln di euro annunciato qualche mese fa dal gruppo; 🟥⚠️🟥 IL PROGETTO PUNTA AD UNA PRODUZIONE ITALIANA SERIA, ABBANDONANDO LA POLITICA DI RIMARCHIO DI AUTO CINESI DA PARTE DEL GRUPPO FA 🟥⚠️🟥.

🔜 Dettagli su modelli e tecnologie arriveranno nei prossimi mesi, a metà gennaio 2026, ma l'obiettivo è chiaro: un ritorno autentico e italiano, pronto a far rivivere due icone della storia dell'automobile.

🟩👑🟥 Heritage italiano + futuro
dell'auto = Itala e OSCA potrebbero
tornare sulle strade.

Speriamo che il progetto diventi realtà e non si fermi solo ad annunci, slogan e chiacchiere! La storia dell'automobile italiana merita ben altro rispetto al fumo, alla delocalizzazione e ad altre politiche aziendali e non solo, ecc., degli ultimi anni... fumo che ha prodotto poco arrosto, soprattutto all'estero, mentre la politica italiana, oltre ad audizioni e inviti a riferire in parlamento nei confronti dei vertici Stellantis, non ha saputo fare di più.

Maserati
DR Automobiles


19/11/2025

Oh Spirito dei Motori, dammi cavalli, non limiti; rombo, non silenzio; curve folli, non radar. Fai in modo che ogni rettilineo sia libertà, ogni sorpasso un atto di ribellione, e se qualcuno dice “rallenta”… dammi la forza di schiacciare il gas per fargli sentire la potenza.

AMEN




wilman




Dopo ore di lavoro tra lavaggio, lucidatura e pulizia varia, adesso fino ad Aprile 2026, Te ne stai in letargo... che tr...
13/11/2025

Dopo ore di lavoro tra lavaggio, lucidatura e pulizia varia, adesso fino ad Aprile 2026, Te ne stai in letargo... che tra l'altro me va su i km... 😂😂😂






Il problema della Ferrari non sono solo i piloti: Elkann e una dirigenza assente hanno distrutto anni di lavoro serio. S...
11/11/2025

Il problema della Ferrari non sono solo i piloti: Elkann e una dirigenza assente hanno distrutto anni di lavoro serio. Strategia confusa, leadership debole e scelte marketing sopra la sostanza rendono vano qualsiasi sforzo in pista. Lewis Hamilton a Maranello? Marketing, non gloria, marketing che ha rovinato il prestigio anche della carriera del brittanico visti i risultati con la Ferrari in questa stagione. I piloti non possono fare miracoli se la squadra li mette nelle condizioni sbagliate. Il problema è strutturale: dirigenza, gestione sportiva, macchina e piloti in questo ordine. Fino a quando questo non cambierà, la Ferrari resterà un’ombra di sé stessa. Se Elkann ama davvero la Ferrari, dovrebbe farsi da parte, assieme a Vigna e altri, lasciando spazio a chi conosce davvero la Ferrari!

Post completo su altri profili e pagine ZABOT: Linktree con i link di quest'ultimi in profilo.

Adresse

Bern

Benachrichtigungen

Lassen Sie sich von uns eine E-Mail senden und seien Sie der erste der Neuigkeiten und Aktionen von ZABOT erfährt. Ihre E-Mail-Adresse wird nicht für andere Zwecke verwendet und Sie können sich jederzeit abmelden.

Service Kontaktieren

Nachricht an ZABOT senden:

Teilen

Kategorie